Il volto specchio dell’anima, con le sue espressioni, le sue rughe, i suoi sguardi. Quaranta donne, giovani e meno giovani, lungo un viaggio alla scoperta della bellezza: è il fil rouge della mostra personale dell’artista Paolo Medici, romano di nascita e bolognese d’adozione, che si inaugura sabato 13 dicembre nella Galleria Michelangelo di via Giraud.
“Historia, variazioni di bellezza” questo il titolo di una esposizione che è insieme mistero, passione, innocenza, pudore, sensualità, grinta e desiderio, attraverso le quaranta opere realizzate dal 2002 a oggi.
L’inno della Bellezza Femminile è rappresentato da diversi cicli pittorici: Acque – Femmes – Le storie di Leda – Il volto, segno dell’anima – Mademoiselle e Frammenti. La sua indagine sulla fisiognomica lo ha portato alla rappresentazione di primi piani stretti su volti femminili densi di espressività. Volti dominati dal pensiero e dall’attesa, immersi in atmosfere di malinconico incanto, incastonati sullo sfondo azzurro di “Acque” o sul nero di “Femmes”. Volti che si concretizzano tramite una minuziosa esattezza compositiva, fondata su quell’incerto confine che divide realtà e apparenza, sulla corporeità dei sensi e l’impenetrabile mistero in cui sembrano perdersi. Le visioni femminili di Paolo Medici non hanno nessuna connessione con il ritratto. Si pongono, piuttosto, come risultanti di una concezione della figura umana che si potrebbe definire antropocentrica. Di qui la rappresentazione del volto come conseguenza visibile dei moti dell’animo.
