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Bolletta pazza da 3 cent. L’Acea insegue i creditori

IL CASO. Un bar riceve via raccomandata una bolletta per l’elettricità con scadenza 21 novembre 2014 e un importo assurdo: 0,03 €, pari a 58 delle vecchie lire. E per arrivare al destinatario ci ha impiegato ben due mesi. Pagarla con Sisal costerebbe 2 euro

Patrizio J. Macci

Tre fiorini oppure “te stacco la luce”. Ovvero la richiesta di 0,03 euro, cioè 58,09 lire del “vecchio” conio spedite alla velocità della luce, anzi del fulmine visto che il mittente è la Signora Acea, la multiservizi che fornisce energia elettrica a milioni di cittadini.
La “saetta” ritratta è acclusa a una missiva spedita a tutta birra per posta raccomandata. Preannuncia il distacco entro pochi giorni qualora non avvenga il pagamento e la tempestiva comunicaziona via fax. L’hanno ricevuta gli esercenti di un bar romano, due di quelli che servono  cornetti e cappuccini caldi tra una battuta sul campionato di calcio e il racconto di un tribolo esistenziale ogni mattina. Gestiscono un caffè piccolo e stracolmo di libri con il pavimento di legno; muti regnano libri ansiosi di essere sfogliati oppure portati via completamente gratis. Due tipi abituati a leggere storie di vita e di altri universi.
L’hanno aperta meravigliati, all’inizio pensavano si trattasse di uno scherzo. Una di quelle bollette “false” realizzate anni fa per approfittare della distrazione degli utenti. Invece no, è vera. Originale come il Colosseo. Vale come un editto con i sigilli dell’imperatore. Forse perché è stata emesse a novembre, quindi proviene dal mese in cui si ricordano i morti, la richiesta di pagamento ha impiegato ben due mesi per arrivare fluttuando tra le umbrae.
In tutto questo rotolamento i tre centesimi sono lievitati come le azioni della Mela: il costo della raccomandata, il prezzo del bollettino quando verrà pagata. Mettendo a paragone le spese per il saldo del debito rispetto al suo importo si raggiunge un tasso mostruoso. È un paradosso degno de “Il processo di Kafka”, da scriverci una puntata di X Files all’italiana  oppure de “Ai confini della realtà”. Tutti ricordano il telefilm americano in cui spesso la situazione iniziale veniva ribaltata nel finale, gli americano li chiamano “switching endings”, la visuale dello spettatore di una vicenda viene ribaltata con un colpo di scena finale che capovolge completamente la prospettiva. In questo caso non c’è redenzione, o paghi oppure “ti staccano la luce”. Switch off the light. Questa è l’Acea.