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Bracciano e Vico, acque di paura. Inquinate da fogne ed arsenico

Bracciano e Vico, acque di paura. Inquinate da fogne ed arsenico
Guerra dei laghi (5)
I biologi di Legambiente hanno passato al setaccio i bacini lacustri del Lazio e se si possono registrare significativi passi avanti restano alcune criticità. Il caso più preoccupante è quello del grande lago vulcanico le cui acque sono risultate fortemente inquinate in più punti, con livelli di batteri intestinali ben al di sopra dei limiti di legge. Ecco tutti i dati di Goletta Verde
Bracciano e Vico, acque di paura. Inquinate da fogne ed arsenico
Bracciano e Vico, acque di paura. Inquinate da fogne ed arsenico

Si sono concluse le analisi dei biologi di Legambiente che hanno scandagliato i bacini lacustri laziali analizzando le acque soprattutto in prossimità di fossati e canali di scolo. Se i dati complessivamente parlano di una situazione in miglioramento a destare le maggiori preoccupazioni è il lago di Bracciano, in provincia di Roma: su un totale di 5 prelievi realizzati nel perimetro dello specchio d’acqua, 4 sono risultati ad elevata criticità.


Sono infatti risultati fortemente inquinati due campioni esaminati nel comune di Bracciano, presso il fosso de la Lobbra ed in località Rio delle Mole, presso il fosso Grotta Renara, e un campione nel comune di Anguillara Sabazia, presso il fosso Pizzo Prato. Inquinato è il verdetto emerso dopo il prelievo realizzato nel comune di Trevignano Romano presso l’incrocio tra via dell’Arena e via San Pietro. Rientra invece nei limiti di legge il campione prelevato nel Comune di Anguillara Sabazia, presso via Belloni.
In totale sono stati ventitré i punti campionati dai tecnici: due campanelli d’allarme suonano anche per il Lago di Albano. Il primo, nel Comune di Castel Gandolfo, dove  un prelievo è risultato fortemente inquinato in seguito alle analisi eseguite presso la spiaggetta che si trova in Via Spiaggia del Lago, all’altezza del civico 28/c. Il secondo, nel Comune di Rocca di Papa,  dove il prelievo effettuato presso il rio a metà del bosco, sulla sponda orientale del lago, ha sottolineato la presenza di acque inquinate. Sempre nel Lago di Albano, sono invece risultati conformi al limite di legge i campioni controllati nel Comune di Castel Gandolfo, presso la spiaggia all’incrocio tra Via Spiaggia del Lago e la ss140dir e presso la spiaggia presso Via dei Pescatori 17.
Inquinate anche le acque del lago di Bolsena, nel Comune di Capodimonte, presso la Spiaggia in Viale Regina Margherita e nel territorio del Comune di Montefiascone alla foce del torrente presso il parco giochi. Buoni i risultati delle analisi nei laghi Posta Fibreno, Turano e Salto. Un discorso a parte merita il Lago di Vico dove oltre il monitoraggio sui parametri microbiologici, i tecnici di Legambiente hanno prelevato due campioni di sedimento lungo le sponde per la determinazione della concentrazioni di Arsenico risultate superiori di due o tre volte rispetto ai limiti stabiliti dalla legge. Ancora oggi la questione della Chemical City, la cittadella dove si fabbricavano armi chimiche durante la seconda guerra mondiale, è ancora tutta da affrontare. Dopo l’avvio della bonifica di un primo lotto con lo stanziamento di 150mila euro infatti non si sono più avute notizie sull’avanzamento dei lavori già approvati e meno che mai si hanno informazioni sui futuri interventi di risanamento.
I risultati della fotografia scattata dai biologi della Goletta dei Laghi di Legambiente saranno trasmessi ai Comuni e alle Province competenti, oltre che all’Arpa e alla Regione Lazio, sollecitando ulteriori analisi e interventi. “Le analisi eseguite nei laghi laziali evidenziano che, dove abbiamo riscontrato situazioni critiche – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – i problemi arrivano direttamente da fossi, canali o scarichi che ancora continuano a portare reflui fognari non depurati negli specchi d’acqua”.
I dati raccolti dalla campagna ambientalista indicano comunque un miglioramento di alcune criticità riscontrate nello scorso anno. “Eppure ancora tanto rimane da fare – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – non bisogna per questo abbassare la guardia”. Occorre potenziare gli investimenti su reti fognarie, condotte circumlacuali e depurazione, richiamando le istituzioni ad impegnarsi in progetti speciali di bonifica, come nel caso del Lago di Vico, che non può più attendere ulteriori ritardi”.