“Salviamo il Caffè della Pace”. Questo il claim del sit-in organizzato da Cna Roma Città Storica per riportare l’attenzione dei cittadini sulla possibile chiusura dello storico locale del Centro che da più di un anno rischia lo sfratto. Nonostante il summit in prefettura di qualche giorno fa e l’annuncio, “l’antico bar è salvo”, ora l’associazione Botteghe storiche di Roma lancia l’sos: “I proprietari, l’Istituto Teutonico Pontificio Santa Maria dell’Anima, hanno confermato la volontà di rendere esecutiva l’ordinanza prevista dal magistrato”.
Il locale rischia di essere trasformato in un albergo a 5 stelle. Il bar ha messo a disposizione all’esterno alcuni tavoli per la raccolta firme che si terrà fino alle 21 così da coinvolgere i commercianti della zona e gli abitanti del quartiere. Presenti anche l’assessore alla Roma Produttiva, Marta Leonori, il vicepresidente vicario dell’Assemblea capitolina, Franco Marino, Giulio Anticoli, presidente del Cna Roma Città Storica e dell’associazione Botteghe storiche e Sabrina Alfonsi presidente del I Municipio.
Il presidente del Cna Roma Città Storica e associazione Botteghe storiche Giulio Anticoli richiama l’attenzione “sull’emorragia delle botteghe storiche per cui i rioni si spopolano dei servizi primari e vengono popolati da ciò che vediamo. Negli ultimi 10 anni – aggiunge – sono aumentate le somministrazioni veloci, quindi non parliamo di ristorazioni tradizionali ma di rosticcerie e fast-food a discapito di sartorie pelletterie e orafi, è una Roma che si sta trasformando in maniera rapida in un modo che non piace a nessuno. Dobbiamo stare attenti sia noi come cittadini, perché dobbiamo mettere in gioco quella che è la nostra sensibilità e il nostro senso civico, sia le amministrazioni per quello che è il loro potere”.






