Poi denuncia: “Nel nostro paese le lobby dell’amianto sono riuscite a coinvolgere esponenti autorevoli delle istituzioni anche scientifiche e a far sottovalutare il danno che l’amianto era in grado di determinare all’organismo umano. E sempre lo Stato ne ha fatto un grande uso in scuole, ospedali, navi e aerei”. E sul ministro Balduzzi: “Purtroppo dalle parole non è passato ai fatti”LA GALLERY
La sua è una missione, un impegno che va bel oltre il dovere professionale, che gli consente di non sentire la fatica e di guardare il dolore in faccia dodici ore al giorno.
Quarantacinque anni, romano di nascita, Ezio Bonanni è il paladino delle vittime dell’amianto. Da circa quindi anni la sua carriera di avvocato è dedicata a difendere, consigliare, tutelare coloro che, senza avere alcuna colpa, si sono ammalati o sono deceduti per aver respirato il killer silenzioso e paziente, molto spesso sui posti di lavoro. Sposato con un figlio, la sua vita è organizzata tra Roma e Latina, dove ogni giorno riceve decide di persone che ripongono in lui tutte le speranze di ottenere giustizia. “E’ inammissibile e intollerabile che si sacrifichino ogni anno migliaia di vite umane soltanto per ottenere profitto per pochi. Ho ritenuto e ritengo che questa strage silenziosa debba essere fermata, attraverso una rivolta morale ed intellettuale di tutte le persone oneste, contro la lobby dell’amianto che è riuscita ad insinuarsi anche nei gangli dello Stato”. Una lotta molto spesso impari che il piccolo Don Chisciotte della legge ha pensato di combattere con la forza dell’associazionismo.
Dal 2011 Ezio Bonanni è presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, una onlus con oltre diecimila iscritti su tutto il territorio nazionale che riunisce oltre alle vittime e ai loro familiari anche importanti scienziati italiani, europei e americani. “L’Ona nasce per raccogliere la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti all’amianto e dei familiari delle vittime, troppo spesso lasciati soli ad affrontare le conseguenze di quello che non potrà mai, per sua natura, essere definito un problema privato”. L’iniziativa ha progressivamente aggregato intorno a sé anche professionisti medici e legali, ricercatori, semplici cittadini; oggi l’Osservatorio è presente in quasi tutte le Regioni italiane, può contare sul supporto di un Comitato Tecnico Scientifico, intrattiene rapporti di collaborazione con agenzie ed istituzioni di tutto il mondo.
I numeri sulle morti da amianto fanno sgomento: ogni anno sono circa 5000 le persone che muoiono in seguito a patologie asbesto correlate, “bisogna considerare che ci sono circa 1.500 casi di mesotelioma, ai quali corrispondono il doppio di tumori del polmone, e poi si deve tener conto di tutte le altre patologie neoplastiche dell’apparato respiratorio e di tutti gli altri organi, anche dell’utero, oltre che del colon e l’elenco potrebbe continuare ancora”, spiega Bonanni. Uno stillicidio che secondo le statistiche proseguirà anche nel prossimo futuro visto che l’amianto è stato utilizzato in modo massiccio durante il boom economico dell’Italia nell’edilizia ma anche nella costruzione dei più variegati prodotti di uso domestico e quotidiano, nonostante il Tribunale di Torino abbia dichiarato la sua dannosità, pensate, fin dal 1906.
Ma come mai l’Italia è rimasta così indietro nella prevenzione e soprattutto nella bonifica delle migliaia di siti che ancora oggi sono presenti sul territorio?
“Nel nostro paese le lobby dell’amianto sono riuscite a coinvolgere esponenti autorevoli delle istituzioni anche scientifiche e a far sottovalutare il danno che l’amianto era in grado di determinare all’organismo umano. Purtroppo ancora oggi assistiamo all’assenza del divieto di esposizione alle polveri di amianto, al limite di soglia delle 100 ff/l quando invece ogni esposizione è dannosa e andrebbe evitata, e non c’è un limite di soglia al di sotto del quale si è al riparo da ogni rischio, infatti anche una dose estremamente esigua può determinare anche a distanza di decenni una patologia quasi sempre mortale come il mesotelioma”.
Avvocato qual è stata la sua più importante vittoria?
“Non pongo il mio impegno professionale in termine di vittorie e di sconfitte. Purtroppo ogni azione giudiziaria corrisponde ad una vita umana, che si spegne, spesso tra indicibili tragedie e sofferenze che coinvolgono anche i familiari. La mia più grande vittoria potrebbe essere quella di ottenere la bonifica di tutte le scuole ed evitare ai giovani del futuro di morire di mesotelioma o di altre gravi patologie asbesto correlate. Purtroppo i nostri numerosi appelli sono caduti nel vuoto, e per il momento questa è la nostra più grande sconfitta”.
E purtroppo contro il muro si sbatte spesso anche quando dall’altra parte della barricata ci sono soggetti che rappresentano le istituzioni. Negli ultimi anni l’avvocato Bonanni si sta occupando anche di casi che riguardano la presenza di amianto nelle caserme, nelle ferrovie, nella marina civile e militare, nell’aeronautica. “Purtroppo le lobby dell’amianto si sono avvalse della collaborazione, ovvero del silenzio, di alcuni apparati delle istituzioni e della loro indulgenza, e il primo responsabile è lo Stato che non solo non ha messo al bando l’amianto, ma lo ha utilizzato nelle sue aziende (si pensi alle Centrali Enel, alle Ferrovie dello Stato, etc.) e nelle sue strutture e nei suoi sistemi organizzativi (si pensi alle scuole, agli ospedali, alle navi da guerra, agli aeromobili, etc.), e quindi ora si tenta in ogni modo di negare, di nascondere, di schivare le responsabilità” spiega Bonanni.
Non è positivo il giudizio nemmeno sul ministro della Salute uscente Balduzzi che, a giudizio di Bonanni, avrebbe potuto fare molto di più...
“Purtroppo dalle parole non è passato ai fatti” dice l’avvocato “avrebbe dovuto innanzitutto disporre l’immediata bonifica dei siti contaminati, ad iniziare dai plessi scolastici e dagli altri edifici pubblici, ed imporre la bonifica nei siti lavorativi e nei luoghi di vita o quantomeno disporre un termine finale e farsi promotore della richiesta di azzerare il limite di esposizione. Purtroppo nulla di tutto questo è stato messo in cantiere e il nostro appello è caduto nel nulla. Le stesse richieste” promette Bonanni “verranno formulate anche al prossimo politico o tecnico che ricoprirà la stesso ruolo”.
Valentina Renzopaoli


