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Da villa Borghese alle stelle. Così Galileo unisce i Paesi

ROMA CAPITALE. Su Affaritaliani.it proseguono gli appuntamenti con la rubrica del fine settimana a cura di Marcello Aranci, volti alla scoperta della rete diplomatica internazionale. Questa puntata è dedicata all’ambasciatore Petr Buriánek, rappresentante della Repubblica Ceca in Italia che racconta i progetti spaziali in vista del prossimo vertice del 17 aprile a Roma. Un incontro strategico tra l’industria spaziale dell’Italia e quella della Repubblica Ceca presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI)

Chi è il nuovo Presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman e quali sono le difficoltà, e al contempo le opportunità, di un Paese che in 20 anni è passato dal Patto di Varsavia alla Nato, fino all’Unione Europea abbandonando l’euroscetticismo. LA GALLERY

di Marcello Aranci

Roma oltre ad essere la capitale del Paese è anche uno dei centri aerospaziali più importanti d’Europa e una parte significativa del lavoro di ogni rappresentanza diplomatica sta nel cogliere l’opportunità che il nostro Paese è in grado d’offrire grazie ai centri d’eccellenza del settore aerospaziale qui presenti. In questo l’Ambasciatore Petr Buriánek ha le idee chiare: “La Repubblica Ceca sta investendo molto in ricerca, specie nelle nuove tecnologie ed IT, tra queste un ruolo di primissimo piano lo hanno i sistemi satellitari, ad esempio presso di noi ha la sede amministrativa il Progetto di Ricerca satellitare “Galileo”.

Per questo, diventa fondamentale far parte di una rete internazionale di ricerca, progettazione e realizzazione di apparati satellitari. Dal 2008 facciamo parte dell’ESA (European Space Agency) e in questa ottica il 17 aprile prossimo organizziamo un incontro tra i rappresentanti dell’industria Spaziale Italiana e una delegazione della Repubblica Ceca che comprenderà i rappresentanti delle aziende ceche e i rappresentanti del Ministero dei Trasporti e del Czech Space Alliance (CSA). Lo scopo è iniziare una serie di collaborazioni che consolidino le posizioni dei nostri Paesi nello scenario internazionale e al tempo stesso che possano anche aiutare le nostre economie ad uscire da questo momento di crisi che non risparmia nemmeno la Repubblica Ceca”.

Nel racconto dello sviluppo della Repubblica Ceca non nega gli ostacoli che deve superare il loro sistema produttivo e aggiunge: “Le difficoltà che ci troviamo davanti sono importanti, abbiamo un’economia in recessione e una conseguente riduzione del welfare, con molte famiglie in difficoltà, ma il nostro mercato del lavoro è flessibile e di qualità, quindi in qualche modo stiamo resistendo. Ad esempio, nel nostro Paese abbiamo una grande tradizione nella costruzione di automobili, ma se il mercato automobilistico è in crisi in tutto il mondo ne risentiamo anche noi. Abbiamo anche un forte dipendenza dal sistema bancario europeo che di certo non rafforza la nostra autonomia finanziaria. In ogni caso abbiamo ancora investitori stranieri che puntano sulle nostre eccellenze come il settore dell’industria tecnologica. Anche grazie a questo i rapporti commerciali con l’Italia sono molto buoni – prosegue l’ambasciatore Buriánek – abbiamo uno scambio commerciale paritario che vale complessivamente 8,5 mld di euro”.

Da pochi mesi nella Repubblica Ceca è avvenuto un importante cambiamento, l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica  Milos Zeman ex Presidente del partito socialdemocratico, presidente della Camera dei Deputati 1996 – 1998 e Primo ministro negli anni  1998 – 2002 che ha contribuito alla trasformazione della Repubblica  Ceca dopo la rivoluzione di velluto. Un cambiamento che segna una certa inversione di rotta da un euroscetticismo, o meglio così detto eurorealismo, che ha caratterizzato il presidente precedente ceco Vaclav Klaus, ma soprattutto perché il Paese attraverso una serie di riforme costituzionali ha introdotto l’elezione diretta del Presidente della Repubblica.

“È un passo molto significativo per il nostro Paese, considerando che abbiamo fatto una scelta non solo di politica interna ma anche di politica estera. Di certo siamo ancora in una fase embrionale, anche perché il nostro Presidente ha poteri molto limitati. La nostra architettura istituzionale è simile a quella italiana, è stato infatti molto interessante vedere non solo il processo di riforma costituzionale, ma anche le dinamiche della competizione elettorale per il Presidente della Repubblica, per noi tutti un fatto assolutamente nuovo”. Il dato positivo è stato soprattutto la partecipazione dei più giovani e il loro risvegliato interesse per la politica.

L’ambasciatore Buriánek che ha lavorato per 8 anni con il Presidente Havel, ha girato tutto il mondo e conferma che Roma è uno dei suoi posti preferiti. Della Capitale  ama il verde e adora passeggiare con i suoi bambini e il loro cane,  per i parchi storici della città. Li conosce tutti e aggiunge: “Una delle meraviglie della città è aver mantenuto una sua autenticità ed al tempo stesso aver salvaguardato quel patrimonio immenso che sono i parchi, rappresentano un valore straordinario per la qualità della vita dei turisti e dei romani stessi. Certo, per me che ho il dono della fede, la magia di Roma è anche la spiritualità che si respira in questa città. Sicuramente è un impegno organizzativo enorme per la città e lo abbiamo visto in queste settimane, ma è soprattutto una vera propria presenza spirituale che lascia un segno profondo in ogni credente”.