di Patrizio J. Macci
Non sempre il cambio di registro giova a un’artista, così come non è scontato che un pilota che gareggia nel circuito automobilistico riesca a cimentarsi in motocicletta realizzando risultati apprezzabili. Nel caso di Enrico Vanzina, figlio d’arte -il padre era il gigante Steno regista di pellicole con Totò, Aldo Fabrizi e altri mostri sacri del cinema italiano-, il salto è stato positivo e ha prodotto un volume solido e ben strutturato. Vanzina, regista e sceneggiatore affermato anche lui, ha scritto “Il gigante sfregiato” per l’editore Newton Compton.
Il protagonista del romanzo è un investigatore privato, Max Mariani, che vive alla giornata, con i lavori che riesce a raccattare e con l’aiuto economico di una munifica e pittoresca zietta dopo aver archiviato una precedente esistenza da avvocato della Roma “pariola”, con fuoriserie e villa da urlo. Max è ligio alla bottiglia, frequenta prostitute, ed è mutevole d’umore peggio di una giornata di marzo. Però se deve seguire una pista e agguantare un delinquente ha capacità di resistenza fuori dal normale e profondità di analisi degne di Sherlock Holmes. A lui si rivolge il gigante sfregiato Sandro Manetti detto Sandrone ex rugbista, per tenere a bada una bionda “pistolera” dell’est europeo.
Un giallo “hard boiled” ambientato sulla strade della Capitale, nel quale la matassa romanzesca non si scioglie fino all’ultima pagina. ll libro è godibile e a Vanzina il medium scrittura calza bene: i suoi personaggi sono delineati con pochi tratti di carboncino, ma tali da rimanere impressi. Trasferiti dalla pagina del libro alla realtà reggerebbero perfettamente; per dirla con Fellini si afferma la regola che solo i grandi visionari possono darsi alla scrittura perché sono dei veri realisti.
Altro non diremo della trama, per non sciupare la lettura. Un esordio promettente (a quando la prossima impresa di Max Mariani?). Vogliamo però aggiungere una coda alla citazione chandleriana iniziale: i detective possono anche non sposarsi mai, ma guai se smettessero di innamorarsi. Le loro storie cesserebbero di esistere.

