Gentile redazione di Affaritaliani.it,
scrivo al vostro giornale perché credo che sia opportuno dare il giusto valore all’impegno professionale e, soprattutto umano di chi per mestiere ha scelto di garantire la sicurezza dei cittadini, nonostante mille difficoltà. E per una volta tanto, mi piacerebbe scagliare una lancia a favore di chi troppo spesso viene dipinto come un “fannullone”, un “lavativo” o, ancora peggio, un “ladro”. Questa mattina se non ci fossero stati loro, i vigili urbani, la mia giornata sarebbe stata ancora più terribile.
Erano le 9.30 quando qualcuno ha pensato bene di sbriciolare il finestrino della mia auto e rubare la borsa con il mio computer: un furto lampo avvenuto nei circa novanta secondi che ci sono voluti per raggiungere l’edicola davanti alla quale avevo parcheggiato – lo confesso – in doppia fila, prendere i giornali per l’ufficio e risalire in macchina. Pochi istanti per sconvolgere tutti i programmi, mandare all’aria la tabella di marcia degli impegni quotidiani, procurarmi un danno economico oltre che professionale non indifferente e lasciare un gusto amarissimo in bocca. Sì certo, un banalissimo furto, uno di quei reati che vengono annoverati nella categoria della “microcriminalità” come ne avvengono tanti ogni giorno e sui quali a nessuno verrebbe in mente di indagare. Che però, a conti fatti, pesano e anche parecchio, sulle tasche di chi ne rimane vittima.
Ero sconvolta quando, subito dopo essermi accorta dell’accaduto, è apparsa l’auto della Municipale. Certo, pochi minuti prima e forse avrebbero colto in flagrante il farabutto che è entrato con violenza nella mia giornata privandomi di un oggetto di valore e soprattutto di quel pezzo della mia vita ingoiata nella memoria del mio computer.
Mi hanno trovato in lacrime, confusa davanti al finestrino andato in frantumi: hanno provato a consolarmi, hanno fatto il giro del quartiere per controllare se vi fossero personaggi sospetti, hanno chiesto a chiunque fosse nelle vicinanze se avesse visto qualcosa. Poi sono stati loro a preoccuparsi di recuperare in un negozio vicino del cartone e dello scotch per chiudere alla meglio il finestrino dell’auto. Certo, è vero che tutto questo forse fa parte dei loro compiti e della loro missione, ma spesso è l’approccio a fare la differenza, l’umanità e la disponibilità che si esprime di fronte ad una persona in quel momento fragile e smarrita. Mi hanno accompagnato al Comando più vicino per la denuncia. Con cortesia, delicatezza, professionalità e grandissima umanità hanno adempiuto al loro lavoro. Che molti continuano a svolgere con impegno, nonostante gli stipendi ridotti all’osso, nonostante una reputazione ormai sgretolata, nonostante, molto banalmente, le penne che non ci sono, i computer che non funzionano, la benzina che manca. Per questo, oggi, voglio ringraziare le persone che il destino mi ha fatto incrociare. Io ho conosciuto così i Vigili urbani di Roma, ma a leggere le cronache io cittadina e il Campidoglio abbiamo opinioni diverse. Al sindaco Marino dico: quei fannulloni vituperati e umiliati, quei “malati di Capodanno” forse è il caso che li conosca meglio.
Una cittadina romana


