Caccia a 14 specie in cattivo stato di conservazione, in periodo di migrazione prenuziale e nessun piano di conservazione per le specie in sofferenza: questo il succo secondo Legambiente del calendario venatorio che la Regione Lazio si appresta a deliberare.
Una politica venatoria che prosegue quella adottata dalla precedente amministrazione. “Sarebbe incredibile – denunciano gli ambientalisti – che proprio l’Amministrazione che sta puntando molto sulla sostenibilità delle politiche faccia una scelta tanto pesante e compromettente. Una politica tesa a soddisfare in via prioritaria le richieste delle associazioni venatorie anteponendole alle esigenze generali, quindi di tutti i cittadini, di tutela e conservazione della fauna”.
Nell’elenco animali cacciabili del calendario venatorio laziale sono comprese specie che secondo i dati scientifici ufficiali sono considerate con status di conservazione sfavorevole e che quindi andrebbero tutelate. Su questo punto l’articolo 1 della legge 157/92, che dispone le norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina l’attività venatoria, è chiarissimo nella necessità di adottare le misure necessarie per mantenere o adeguare le popolazioni di tutte le specie.
Anche sui tempi della stagione venatoria la Regione Lazio fa ulteriori concessioni al mondo venatorio: sono ben 18 le specie che verranno cacciate durante la migrazione prenuziale, cioè in quella delicata fase durante la quale gli uccelli si spostano dai quartieri di svernamento verso le zone di riproduzione.
Sulla necessita di adeguare i tempi di caccia si è peraltro espresso con chiarezza anche l’autorità scientifica nazionale, che nella sua guida alla stesura dei calendari venatori ha richiesto una sensibile restrizione delle date di apertura e chiusura della caccia.
“Siamo in sostanza di fronte a un atto sgradevole – conclude Legambiente – La Regione Lazio si ravveda e faccia un passo indietro, rilanciando anche un percorso di politica faunistica che va messo in campo e non effettuando alcuna preapertura che nei primissimi giorni di settembre. In caso contrario avvieremo una serie di azioni giuridiche per ristabilire le regole”.

