Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » “Ho tagliato la testa a Monti”. L’arte si vendica sulle tasse

“Ho tagliato la testa a Monti”. L’arte si vendica sulle tasse

La provocazione. Ha ridato la vita a Rodolfo Valentino, Frank Sinatra, Alberto Sordi Aldo Moro ad Alcide De Gasperi ma anche a Sandro Pertini e Giovanni Paolo II. Ora nella scultura di Benedetto Robazza c’è il premier uscente. La revenge dell’artista contro Imu, cartelle Equitalia e “montismo”… “Perché quando il mio commercialista mi ha detto quante tasse avrei dovuto pagare ho deciso di vendicarmi con le mie armi”. LA GALLERY

di Valentina Renzopaoli

Lo choc per la batosta di dicembre con la seconda rata dell’Imu che ha amputato le tredicesime e le spese natalizie, massacrando il già agonizzante bilancio annuale e la paura per quello che verrà. E la vendetta si consuma:  u uomo a torso nudo su un cavallo imbizzarrito, lo sguardo truce, il braccio possente teso a mostrare il trofeo di guerra: una testa mozzata con gli occhi ancora sgranati e la bocca aperta in un grido di dolore. I tratti fisiognomici sono alterati dal terrore ma ecco che a ben guardare la somiglianza si nota, la testa amputata è quella del premier Mario Monti. Il sogno di milioni di italiani si avvera.
E’ la magia catartica dell’arte che interpreta, rappresenta e aiuta a metabolizzare: l’eroe che ha fatto ciò che molti avrebbero voluto ma non hanno potuto, il vendicatore di chi combatte ogni giorno contro le cartelle-incubo di Equitalia, di chi assiste impietrito e impotente alla decurtazione sempre più pesante del suo stipendio, è l’artista Benedetto Robazza. Nel suo studio di via Merulana è nata la scultura simbolo della crisi: “Revenge” è l’opera della rabbia, della disperazione. Il simbolo dell’anti-montismo, dell’odio per la politica del rigore, per il diluvio di tasse che hanno messo in ginocchio famiglie e imprese.

“Quando il mio commercialista mi ha detto quante tasse avrei dovuto pagare non ho avuto scelta, è stato più forte di me. Non potendo fare altro, ho deciso di vendicarmi con le mie armi, con la mia creatività, con la sapienza delle mie mani ed è nata Revenge”, spiega lo scultore con il suo accento da romano doc. Trasteverino fino al midollo, Benedetto Robazza è uno dei ritrattisti più quotati al mondo, le sue mani hanno modellato volti e corpi dei personaggi che hanno fatto la storia, da Ronald Reagan a Rodolfo Valentino, da Frank Sinatra ad Alberto Sordi, da Aldo Moro ad Alcide De Gasperi a Sandro Pertini a Giovanni Paolo II. E ora c’è pure la testa di Monti, appesa per i capelli.
Lo stesso gesto atroce Robazza lo scolpisce in altorilievo anche su uno dei pannelli in marmo-resina che compongono la sua opera più importante: l’Inferno di Dante. Un’impresa gigantesca che gli è costata cinque anni di lavoro. Centinaia di personaggi e scene immaginati e scolpiti nelle più atroci sofferenze dei gironi infernali su diciotto pannelli per un totale di novanta metri quadrati. Ebbene, nella rappresentazione del XXIX canto Robazza destina la stessa sorte di Monti ad uno dei personaggi condannati nella decima bolgia dell’ottavo cerchio, dove sono puniti i seminatori di discordia e i falsari. Difficile credere che sia un caso. Forse ora a qualcuno verrà in mente che un busto se lo merita proprio il Maestro.