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“I voti dei mafiosi del sud”. Alemanno parla con Buzzi

“I voti dei mafiosi del sud”. Alemanno parla con Buzzi
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FASCIO MAFIA – LE INTERCETTAZIONI. Nell’ordinanza di custodia cautelare le conversazioni tra l’ex sindaco di Roma e il vice del boss Carminati: “Buzzi: no, no, no, tranquillo, tranquillo. Ora manderemo a… a Milardi l’elenco di persone, nostri amici del sud, che stanno al sud, che ti possono dare una mano co’… parecchi voti”. Scrive il Gip a proposito della moglie di Buzzi: “Come dai una mano ad Alemanno? dandogli i nomi di 7-8 mafiosi che c’avemo in cooperativa e gli danno una mano…”
“I voti dei mafiosi del sud”. Alemanno parla con Buzzi

Scambio di favori, flussi di denaro versati direttamente nella casse della Fondazione Nuova Italia di cui l’ex sindaco Alemanno è presidente, e poi il “rastrellamento” di gente per “fare volume”, garantire presenza ai comizi elettorali, assicurare voti per la nuova discesa in campo verso il Parlamento Europeo.
Tra le milleduecento pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, ci sarebbero pure le prove dell’”aiutino” che l’organizzazione criminale gestita da Massimo Carminati e dal suo uomo Salvatore Buzzi, avrebbe dato ad Alemanno in occasione delle ultime elezioni Europee, indicandogli “i nomi di sette, otto mafiosi che c’avemo in cooperativa e che gli danno una mano” dice Buzzi alla moglie in un’intercettazione telefonica. I nomi sono quelli di pregiudicati del sud inseriti nel sistema di recupero gestito dalle cooperative, fondate proprio dall’imprenditore braccio destro di Carminati.
E il collegio è proprio quello in cui Alemanno si è presentato senza però essere eletto. Scrive il piemme nell’ordinana di custodia cautelare: “La circostanza era ripresa dallo stesso BUZZI Salvatore il quale, discutendo qualche giorno dopo con la moglie GARRONE Alessandra, spiegava di aver fornito ad ALEMANNO Giovanni i nominativi di alcuni pregiudicati – indicati come “mafiosi” – inseriti nel sistema di recupero gestito dalle cooperative: “come dai una mano ad Alemanno? dandogli i nomi di 7-8 mafiosi che c’avemo in cooperativa e gli danno una mano…”.
A delineare la vicenda, secondo gli inquirenti, c’è in particolare l’intercettazione dell’11 maggio 2014 che registra un colloquio telefonico tra Buzzi e lo stesso Alemanno:

Alemanno: devo fare delle telefonate? Devo far’ qualcosa? Eccetera, eccetera
Buzzi: no, no, no, tranquillo, tranquillo. Ora manderemo a… a Milardi l’elenco di persone, nostri amici del sud, che stanno al sud, che ti possono dare una mano co’… parecchi voti
Alemanno: ci pensi te co’ Milardi?
Buzzi: si, ci penso io con Claudio domani
Alemanno: va bene, t’abbraccio, grazie


Accordi che, sempre secondo il materiale probatorio raccolto nell’ordinanza, sarebbero stati presi precedentemente tra il solito Buzzi e l’amico storico di Alemanno Franco Panzironi, tra l’altro Segretario generale della stessa Fondazione Alemanno.
“Il 9 ottobre 2013 dopo circa due mesi durante i quali non venivano registrati contatti telefonici tra Salvatore Buzzi e Franco Panzironi, quest’ultimo lo contattava per chiedergli di reperire “un po’ di gente per fare volume” alla manifestazione organizzata da Alemanno il giorno 13 all’Adriano, per il suo rientro in politica” si legge nell’ordinanza. “Buzzi esprimeva la propria disponibilità e Panzironi, prima di concludere, gli chiedeva quando sarebbero riusciti a vedersi, senza specificare data e luogo dell’incontro”.
Richiesta che sarebbe andata a buon fine, come testimonierebbe la successiva telefonata del 14 ottobre, all’indomani della manifestazione. “Salvatore Buzzi chiamava Franco Panzironi per sapere come fosse andata la manifestazione. Panzironi confermava che era andata molto bene. Buzzi spiegava che:

“…è..per fortuna …te volevo manna un po de persone per fortuna. Panzironi rispondeva: “…no grazie caro.. no ma è… molto bene.. lui è stato molto contento…”.