di Titta Poli
“Passiamo tutta la vita a scavare nel fango e pensiamo che il mondo sia tutto sporco” e invece non è così. Bastano un manciata di giorni a Juliet, giornalista d’inchiesta di New York, per fare la scoperta che cambierà la sua vita, aprendole nuovi orizzonti e facendole intravedere la felicità.
Un viaggio dallo scetticismo alla trasformazione interiore per raccontare una realtà inimmaginabile: la vera vita nei villaggi delle comunità Ananda, il movimento spirituale fondato da Donald Walters, meglio conosciuto come Swami Kriyananda, discepolo ed erede del grande maestro indiano Paramhansa Yogananda.
Forte di nove comunità sparse sul pianeta, tra cui quella di Assisi in Italia, centocinquanta gruppi di meditazione dalla Nuova Zelanda all’Africa, passando per il quartiere Prati di Roma, Ananda – che significa “gioia” – lancia la sua sfida, anche culturale, e spedisce nelle sale cinematografiche “Finding Happiness”, un lavoro che è il coronamento di un sogno, il desiderio di diffondere con il linguaggio cinematografico il suo messaggio di spiritualità.
Diretta da Ted Nicolaou, prodotta dall’italiano Roberto Bessi, produttore di numerosi film con star hollywoodiane, e Frank Hildebrand, la pellicola verrà distribuita da Bolero Film da giovedì 20 novembre al cinema Barberini e dal 27 novembre al Teatro Apollo di Milano e al Greenwich di Torino.
Girato quasi interamente nell’Ananda World Brothehood Village in California, il film è in realtà un docu-film che, attraverso una struttura narrativa e linguistica fin troppo semplice, dipinge il ritratto di un ideale di vita raggiungibile perché, dice Swami Kriyananda, “ciascuno è capace di scegliere la vita che vuole. Quanto tu cambi, tutto il tuo mondo cambia”. Un villaggio dove uomini e donne convivono in modo armonioso, appagante, tollerante e sostenibile, grazie alla tecnica della meditazione e ai valori più preziosi ispirati dalle diverse religioni, dal Cristianesimo al Buddhismo, all’Induismo. Una specie di paradiso terrestre dove tutto sembra rose e fiori, dove ci si riesce a comprendere, ad aiutare, dove si vive dei prodotti della terra, senza sconvolgere il ciclo della natura.
Ciascun personaggio interpreta se stesso, a partire dalla guida spirituale Swami Kriyananda, scomparso nel 2013, appena in tempo per veder realizzato il film. L’unica attrice è Elizabeth Rohm, la reporter Juliet Palmer, che dopo l’indimenticabile esperienza sulle colline della Sierra Nevada, sarà una persona diversa.
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