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In vacanza al tempo della crisi. Scambio casa, a Roma è boom

In vacanza al tempo della crisi. Scambio casa, a Roma è boom
case spettacolari
Vivere in una delle location turistiche più ambite del mondo ha un suo vantaggio: sono i romani i più attivi sui social network che permettono di mettere in condivisione il proprio appartamento. E così viaggiare diventa davvero low cost
In vacanza al tempo della crisi. Scambio casa, a Roma è boom
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In vacanza al tempo della crisi. Scambio casa, a Roma è boom

di Alberto Berlini

La chiamano la “sharing economy”, in maniera più spicciola è il ritorno del baratto. Uno degli effetti della crisi è l’esplosione dei siti che si propongono come intermediari tra persone che decidono di mettere in condivisione quello che possiedono, casa compresa. Se i soldi in tasca sono sempre meno non cambiano però i desideri e la propensione a viaggiare: obbiettivo mantenere lo stesso stile di vita ma come?
Una soluzione viene dalla rete dove le parole chiave sono sempre state condivisione e collaborazione: è sul web che nascono e crescono a ritmo sostenuto piattaforme che sono diventate veri e propri fenomeni sociali come Warmshowers, che offre ospitalità gratuita ai cicloturisti,  couchsurfing per mettere a disposizione il proprio divano e infine GuestToGuest per scambiare gratuitamente casa. 

Il gioco è semplice: basta iscriversi sul sito, descrivere la propria casa da mettere in condivisione, indicare le proprie preferenze di viaggio e attendere l’occasione giusta. I romani hanno capito al volo l’opportunità di vivere in una delle location turistiche più ambite e così sono proprio le referenze capitoline le più presenti sulle pagine italiane di questo social network nato poco più di due anni fa da un’intuizione di Emmanuel Arnaud e diventato la piattaforma più utilizzata nel mondo.
L’idea dei promotori, sintetizzata dallo slogan “la tua casa ti fa viaggiare”, è diffondere un nuovo modo di girare il mondo basato sull’ospitalità, la libertà e la fiducia. Ci si potrà trovare, senza alcuno scambio di denaro, nella maggiori capitali internazionali come Londra, Parigi e New York. O in una remota città della Spagna e del Canada. 

Gli operatori calcolano che, con questa formula, i risparmi arrivino fino al 60% rispetto alla tradizionale vacanza in albergo: si paga solo il viaggio. Ci sono anche piattaforme a pagamento dove il costo annuo comprende anche l’assicurazione contro eventuali danni o contro il rischio che il viaggio salti.
Infondo è proprio la fiducia il presupposto al gioco: lasciare la propria casa a uno sconosciuto val bene un viaggio lowcost? E’ la domanda che tanti si pongono, mettendo in discussione proprio la filosofia alla base del social network. C’è chi contesta come sia una soluzione ideale solo per chi ha una seconda casa e chi con ironia inserisce l’immagine di una delle tante baraccopoli che circondano Roma offrendo lo scambio con una “depence” immersa nel verde. E leggendo tra i commenti qualche utente arriva perfino a proporre uno scambio di mariti, ma immaginiamo che per questo ci saranno piattaforme ad hoc.