di Viviana Bianchi
Occhi azzurri, capelli castani e virile… Molto virile. Protetti da un pc si può essere chiunque, anche mister universo. Può succedere se si hanno quarant’anni, o giù di lì, la relazione portata avanti da anni con il proprio compagno/a non va nel migliore dei modi e si scopre il fantastico mondo dei social network. Passano gli anni, la tecnologia avanza e cambia anche il modo di vivere quella che una volta veniva chiamata crisi di mezz’età. Oggi si dice che giunti in questa fase della vita si vive la seconda giovinezza; infatti, uno strano, ma fornito, quartetto di quarantenni, protagonisti della commedia “Ti sposo ma non troppo”, sul palco del Teatro Ghione, venuti a contatto con Facebook sembrano proprio dei bambini al parco giochi. In chat si intrecciano, si confondono, si camuffano e creano una tale quantità di malintesi da mettere in piedi uno spettacolo esilarante, dall’inizio alla fine.
Gabriele Pignotta, che la commedia l’ha scritta, diretta e interpretata, ad Affaritaliani.it, spiega: “L’amore ai tempi di Facebook? E’ l’amore ai tempi odierni. Cambia il terreno di gioco, diventa più ampio, anzi immensamente più ampio, cambiano i mezzi e ognuno può spacciarsi per quello che non è. Si comunica attraverso binari nuovi. Ma gli uomini rimangono sempre gli stessi; è un pretesto per raccontare ciò che è rimasto eterno: il dilemma dell’essere umano non cambia, ‘essere innamorato’”.
E, allora, sul palco con Fabio Avaro, Cristana Odasso e Siddartha Prestinari, prendono forma le avventure social di Luca, Andrea, Andrea e Carlotta, detta Lotti. Esemplari di una generazione che si è ritrovata ad affrontare un cambiamento epocale, passati in un lampo dalle cabine telefoniche agli smart-phone e alla chat. E la fantasia nello scrivere c’è, le battute anche; ma l’idea, quella originaria, è meno immaginaria di quanto si possa pensare. E’ una storia che potrebbe capitare a chiunque. “Lo spunto è reale”, ammette Pignotta, “è capitato mentre ero dal mio parrucchiere”. Insomma chiacchiere da salone di bellezza perché “tutti vanno in crisi e facebook, oggi, offre una distrazione a tutti gli effetti”.
Protagonisti una coppia quasi scoppiata, una donna delusa e un inguaribile single, “ammazza femmine”. Ognuno di loro si crea delle personalità alternative grazie al web per fuggire dalla deludente realtà che li circonda. Il risultato “una commedia degli equivoci”, la definisce l’autore; e più che in teatro sembra di essere al cinema per i testi, la velocità dei cambiamenti di scena, il modo di interloquire. Strano per uno come Pignotta, che lo schermo l’abbandonato alla ricerca di “uno spazio dove poter creare liberamente”. In fondo, però, l’occhio rimane rivolto lì, al grande schermo: alle sitcom americane, alle serie tv come Friends e ai film come Notting Hill. “Uno sviluppo narrativo che rappresenta il lascia passare per il grande pubblico. Perché la gente apprezza la semplicità. Un racconto in cui potersi identificare e che non ha la pretesa di insegnare, una garanzia di successo che viene guardata con incredulità” e pronto a debuttare sul grande schermo. “Speriamo di poter chiudere il progetto in estate”, rivela.
Nell’attesa di poter vedere l’amore ai tempi di fecebook al cinema, al Teatro Ghione ad assistere in platea e ad applaudire c’era un pubblico di nomi noti. Da Luigi e Aurelio De Laurentiis a Valeria Solarino, Giulia Bevilacqua, Giorgia Wurth, Giulia Elettra Gorietti, Manuela Morabito, Ninni Bruschetta, Davide Paganini, Camilla Filippi, Elena Russo, Valeria Graci, Serena Rossi, Sarah Maestri, Maurizio Battista, Lallo Circosta.

