“La Mafia si occupa di noi tutti i giorni? E’ ora di ricambiare l’attenzione”. E per farlo basterà un “tap”: la prossima battaglia della guerra alla criminalità organizzata si combatterà anche con gli smartphone e tutti sono invitati a scendere in campo.
Si chiama MafiaMaps la nuova app che permette ad ogni cittadino di cercare e visualizzare geograficamente il fenomeno mafioso dal proprio telefonino. Si possono individuare i clan, i beni confiscati, le inchieste in corso, i reati accertati e i luoghi dove sono stati arrestati i latitanti. Un modo per coltivare la memoria attraverso la mappatura degli omicidi e delle stragi di mafia, oltre che delle famiglie mafiose operanti su un certo territorio.
MafiaMaps è un’app completamente integrata con WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie, dalla quale verranno tratte tutte le informazioni rilevanti su ogni luogo. WikiMafia lancerà il prossimo 18 marzo la campagna di crowdfunding per cercare finanziamenti per rendere pienamente fruibile un progetto che per ora è solo sui computer degli sviluppatori e di un gruppo di giovani ricercatori e attivisti antimafia di tutta Italia che hanno una base logistica all’università statale di Milano.
“Quando è nata WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie nel 2012 – spiega ad Affaritaliani.it Francesco Terragno – uno dei principali progetti che avevamo annunciato erano le “Mappe delle principali attività mafiose in Italia“, in quanto eravamo convinti che non vi fosse solo l’esigenza di riorganizzare in maniera scientifica tutta la conoscenza accumulata in oltre 30 anni sul fenomeno mafioso, ma anche di dare a questa conoscenza una proiezione geografica che aiutasse il cittadino a comprendere effettivamente l’entità della minaccia mafiosa. Eravamo e siamo convinti che la mancata consapevolezza del cittadino comune permette alle organizzazioni mafiose di radicarsi e di inquinare sempre più territori al di fuori degli originari contesti di insediamento”.
Perchè scandali e inchieste finiscono nel dimenticatoio?
“Perchè manca la percezione geografica dell’entità del fenomeno. Per questo abbiamo deciso di dare una propria autonomia alle “Mappe”, trasformandole nel progetto della prima App per smartphone e tablet che riunisca tutte le informazioni rilevanti sulla geografia del fenomeno mafioso, dalla mera dislocazione geografica delle famiglie/clan/’ndrine individuate dalle inchieste della magistratura fino ai luoghi in cui sono stati uccisi quelli che le hanno contrastate e sono stati lasciati soli dallo Stato”.
Come potete gestire una mole di informazioni così vasta?
“Abbiamo un team diffuso su tutto il territorio ma c’è una redazione che si occupa a tempo pieno del progetto e per rendere WikiMafia la “più grande” enciclopedia sul fenomeno mafioso ci affidiamo ad una campagna di crowdfunding perché che questa innovativa pagina della storia del movimento antimafia possa concretizzarsi. Paolo Borsellino diceva che “lo Stato può cambiare se la società civile prende coscienza di se stessa e delle sue potenzialità. Se il cittadino non aspetta che dall’alto arrivi qualche cambiamento ma si adopera per trasformare”.
