di Fabio Carosi
Sembra l’inizio di un conto alla rovescia che potrebbe portare al cambio dell’inquilino del Campidoglio. Per Ignazio Marino, sindaco sui generis di Roma, si prepara il trimestre horribilis che potrebbe portarlo ad una resa incondizionata. E’ chiaramente un “fuoco amico” quello che mina il suo cammino ed è un tiro incrociato da Palazzo Chigi e da Sant’Andrea delle Fratte, ma anche da via Bissolati (sede del quarier generale del cavalier Caltagirone), nonché dallo stesso Campidoglio.
Ciascuno dei “tiratori” ha un conto da saldare col chirurgo, considerato inaffidabile, immobile e con idee pericolose e negli ultimi giorni si è verificata la cosiddetta “saldatura”, l’unione cioé di tutti coloro che hanno conti in sospeso con lui. E la sintesi si avrà martedì prossimo, quando i protagonisti si troveranno tutti insieme nel Tempio di Adriano per la presentazione del nuovo libro “Non solo Euro” che porta la firma di Massimo D’Alema.
Gli onori di casa li farà Giancarlo Cremonesi, presidente della Camera di Commercio da tempo sotto il fuoco incrociato di Marino e Zingaretti. Ma Cremonesi è anche presidente di Acea, appena uscita dalla bufera innescata dal sindaco per la riduzione dei consiglieri di amministrazione, bocciata prontamente dal nuovo piano indistriale e dalla risposta della Borsa. Sarà sempre Cremonesi a dare la parola ad Andrea Péruzy che, oltre ad essere segretario generale della fondazione Italianieuropei di Massimo D’alema, è anche consigliere di amministrazione di Acea. Péruzy presenterà l’autore Massimo D’Alema che saluterà con affetto e simpatia il premier Matteo Renzi chiamato ad assistere alla presentazione del libro ma anche a firmare una pace nel partito, ispirata alla necessità di chiudere ogni contrapposizione ed aprire una stagione di governo del Paese. Ma il premier è anche l’ispiratore del Salva Roma ter, il decreto che ha consentito alla città e al suo sindaco di poter sopravvivere ai debiti spalmati sulla gestione commissariale. Ebbene, il Salva Roma nell’edizione Renzi è la vera spada di Damocle che pende sul sindaco, il quale ha tempo poco meno di tre mesi (giusto in linea con le elezioni europee) per vedersi approvato il piano di rientro, minato dal rinvio paradossale dell’assemblea per discutere proprio su come tagliare i costi. E qui si consumerà probabilmente il disegno: superare la tornata elettorale e poi commissariare la città. Con buona pace del Pd che Marino lo considera fuori controllo, dell’Acea e dei soci privati.
Anche perché l’elenco delle brutte figure del sindaco di Roma, si allunga di giorno in giorno. Sempre per restare in tema Acea, la Consobo ha chiarito già la scorsa settimana che la lettera con la quale è stata richiesta la nuova governance per l’azienda è solo un pezzo di carta, poiché la titolarità della quota di maggioranza non è in capo né alla Giunta, né al sindaco. L’azionista che detiene il 51% della società è l’assemblea, cioé il Consiglio Comunale. E a nulla vale nanche la delibera di giunta che il sindaco pasticicone ha approvato domenica scorsa per aumentare la pressione. Se n’è accorta persino l’assessore Daniela Morgante che ha compiuto un doppio salto mortale: mancare l’appuntamento domenicale col sindaco per evitare di apporre la firma su un documento inutile e poi lasciarsi sfuggire sulle colonne del Corriere un elogio al piano industriale di Acea. Senza l’assessore al Bilancio che dovrebbe rispondere nei tempi e nei conti al diktat di Palazzo Chigi e ormai stretto nella morsa, per il sindaco si prepara il conto alla rovescia.

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INSIDE. Martedì prossimo al Tempio di Adriano, il premier alla presentazione del libro dell’ex presidente del Consiglio. Farà gli onori di casa Giancarlo Cremonesi insieme ad Andrea Péruzy, cda di Acea. Il sindaco a rischio caduta dopo le Europee sul Salva Roma. E la Morgante prende le distanze…

