Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » Marino “dribbla” il prefetto. Mafia, le carte in Procura

Marino “dribbla” il prefetto. Mafia, le carte in Procura

Marino “dribbla” il prefetto. Mafia, le carte in Procura
marino pecoraro 1
In attesa del lavoro degli esperti di appalti, a sorpresa il sindaco va in Procura e consegna la documentazione su alcuni “appalti sospetti” direttamente al procuratore Pignatone. Francesco Storace scatenato contro Marino: “E’ un mentitore seriale… accusa tutti e dimentica gli uomini della sua stessa cricca”
Marino “dribbla” il prefetto. Mafia, le carte in Procura
Marino “dribbla” il prefetto. Mafia, le carte in Procura

Tutte le carte in Procura. Non bastano i tre esperti segnalati dal ministero delle Finanze e messi a disposizione del Prefetto di Roma, di buonora il sindaco Ignazio Marino ha portato i faldoni con gli appalti “sospetti” direttamente nell’ufficio del procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone.
Secondo Marino, i documenti consegnati potrebbero essere utili alle indagini, andando a definire ancora meglio i contorni di tutte le gare e gli affidamenti del Campidoglio negli ultimi anni.
Nel frattempo è giunta una precisazione del prefetto Pecoraro sull’incarico ricevuto dal ministro degli Interni, Angelino Alfano: “Non si tratta di un commissariamento ma di tre funzionari da me delegati che accederanno ad alcuni atti del Comune di Roma e dei Municipi. Il sindaco ha offerto grande collaborazione e quindi mi auguro che questo lavoro possa iniziare già nei prossimi giorni”. Difficile comprendere la scelta del sindaco di anticipare l’indagine amministrativa e di recarsi personalmente in Procura.
Nel frattempo è la politica a tenere banco. Afferma Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra in un editoriale sul Giornale d’Italia: “L’inchiesta Mafia Capitale trascina verso le urne: Marino è ormai un ‘mentitore seriale’ che non esita a dire balle per salvare la poltrona, criminalizzando chi gli è contro, che accusa di essere al soldo della mafia, e dimenticando che dalla stessa cricca riceveva soldi in campagna elettorale e che i suoi uomini di punta sono a pieno titolo dentro l’inchiesta”. “Se Marino, poi, è convinto di essere invincibile, accetti di andare alle urne. Il centrodestra non ha paura di un voto che terrorizza il PD e della sua balla di essere l’argine alla criminalità. Setacciare con cura le liste e mettere in campo una proposta forte e capace di emozionare, senza autocandidature presuntuose e senza atteggiamenti compiacenti ‘solo-per-battere-la-sinistra’. Non slogan ma moralità: se si vorrà dare, nel centrodestra, solo un’idea di alternanza, nessuno ci chieda una mano. Serve l’alternativa”.