di Alberto Berlini
I droni sono tra noi ma ancora fanno paura. Difficile adattarsi all’idea di convivere con delle macchine che fanno cose al posto nostro, anche se lo fanno meglio, in meno tempo: l’intelligenza artificiale è insomma diventata più efficiente di quella umana, ma forse non siamo davvero disposti ad affidare la nostra vita ad una macchina pensante. Un conto un robot da cucina, un altro affidargli un arma e la gestione della sicurezza della città.
E‘ questo il problema che devono affrontare alla Omnicorp, una multinazionale che offre sistemi d’arma all’avanguardia all’esercito degli Stati Uniti, ma che i generali del Pentagono vorrebbero usare non solo all’estero, ma anche per “ripulire” le città americane dai criminali. L’opposizione sta tutta in un baffuto senatore dal cognome evocativo Dreyfus che ha in mano al Senato una norma che non consente l’uso delle macchine sul suolo patrio.
L’escamotage per convincere gli americani a fidarsi dei droni lo trova quando l’agente Murphy, un poliziotto di Detroit rimane gravemente ferito in un grave incidente. L’unico modo per salvarlo è quello di costruire attorno a lui una macchina. La scena in cui si mostra che cosa è rimasto di umano è consigliata per appassionati di anatomia che si diletteranno a riconoscere i dettagli di polmoni e cervello: oltra al volto non è rimasto altro.
“La OmniCorp pensa che sia necessaria la presenza di un uomo all’interno della macchina, un uomo che prenda le decisioni in modo che la società non venga ritenuta responsabile nel caso qualcosa vada storto”, dice Joel Kinnaman, la star della serie televisiva “The Killing”, che nel film interpreta Murphy.
“È un prodotto da vendere”, spiega il regista José Padilha che si è divertito ad infarcire di filosofia e politica il remake di un film cult degli Anni ’80. “Allora l’idea di un essere composto da un uomo e da un robot era immaginabile solo in un lontano futuro, mentre noi la sperimentiamo proprio in questo momento – spiega il regista – Immaginate di comprare un’auto che si guida da sola e che l’auto perda il controllo ed investa qualcuno. Di chi è la colpa? Chi verrà denunciato? Voi o la società che ha costruito la macchina? Le protesi, i droni, le automobili con la guida artificiale, sono tutti concetti che si stanno imponendo nella nostra vita quotidiana. Ovviamente l’idea di un robot umanizzato suscita diversi interrogativi legali ed etici, ed Alex Murphy li incarna tutti: cosa succede se c’è un uomo all’interno della macchina? RoboCop parla proprio di tutti i problemi connessi alle nuove tecnologie”.
E’ proprio la scienza e la tecnica ad essere la vera protagonista del film, dal 6 febbraio nelle sale. Due ore di effetti visivi in cui gli uomini sono comprimari pur registrando il cameo di Samuel L. Jackson, memorabile imbonitore dell’americano dedito alle armi mentre la parte del cattivo è affidata a Michael Keaton, in lui la brama dei soldi cancellerà ogni norma etica.
