di Alberto Berlini
Perizoma e slip, i bagnanti sulle spiagge di Ostia hanno decretato che il trend dell’estate 2013 è uno solo: “scoprirsi”. Sarà per recuperare il tempo perso di una stagione partita in ritardo ma c’è tanta voglia di abbandonare le stoffe che ci accompagnano durante l’anno per buttarsi il più velocemente possibile, e il più svestiti possibile, verso il mare.
A mezz’ora dall’aria bollente del centro storico sul litorale si respira già aria d’estate. Dopo il primo weekend di vero pienone gli stabilimenti balneari sono pronti per la bella stagione. Ad attendere romani e turisti un truppa di bagnini come Claudio che ha scelto Affaritaliani.it per raccontare vizi e virtù dei romani sotto il sole: “Al mare ci si va per rilassarsi ma anche per mostrarsi – racconta dalla sua torretta – le ragazze sfilano in passerella in bikini e stivale ma ora i giovani sono così presi dal digitare sul proprio cellulare che non provano più neppure ad abbordarle. Le vedo che provano a farsi notare in tutti i modi, ma i maschi se ne stanno su Facebook, così alla fine sono le donne ad alzarsi e tentare l’approccio con una scusa”.
Nella guerra della tecnologia tra lettori mp3 e tablet a vincerla è ancora il caro vecchio libro, anche se più che in altri anni le tavolette stanno prendendo il posto dei quotidiani nell’abitudine del lettore da spiaggia. E tra un libro e un sonnellino c’è anche tanta voglia di fare sport. All’Hakuna Matata si cavalca l’onda del beach tennis: un campione del mondo, Paolo Tazzari, come istruttore, 4 campi a disposizione e si gioca pure in notturna. E per chi vuole smettere allenarsi anche in spiaggia ci sono anche attrezzi e istruttori per allenamenti funzionali. Immancabile la sonorità afro-caraibica dello Zumba che da tormentone invernale si veste d’estate per allenarsi ballando a ritmo latino.
Il Mare di Roma riparte puntando sullo sport, sull’ambiente e sulla sua storia. Tra gli appuntamenti di rilancio promossi dalla Federbalneari Italia gli appuntamenti del venerdì pomeriggio al Gambrinus, “un mare d’autore”, un vero e proprio festival della letteratura da vivere in spiaggia. Un’offerta turistica in rilancio che si scontra con una ricettività alberghiera ancora insoddisfacente e che richiederà nel breve termine l’approvazione di nuove soluzioni da immaginare per dare ad Ostia un respiro veramente internazionale.
In attesa che la politica faccia il suo corso in tanti stanno provando a creare piccole eccellenze: in ogni stabilimento una storia da raccontare, come quella di Claudio Santini che dopo una laurea in biologia ha fondato un’associazione sportiva con cui accompagna i bambini in barca a vela, insegnando loro i segreti del mare e della navigazione: “Partire dai più piccoli, insegnando loro il rispetto dalla natura e del nostro mare – spiega Claudio ad Affaritaliani.it – poi tornano a casa e se il padre butta la cicca della sigaretta in terra sono proprio loro a raccoglierla e a spiegare ai genitori come tutelare il territorio. Un vero e proprio rebranding culturale per ripartire creando uno nuovo modello di sviluppo sostenibile”. Nel frattempo all’orizzonte di una giornata di caldo torrido si vedono delle figure che sembrano camminare sulle onde: è il Sup, acronimo di “stand up paddling” in piedi sulle tavole da surf, in mano una pagaia per domare la corrente. Ostia riparte da qui, in piedi, in equilibrio sulla schiuma delle onde.


