Il museo fallisce e una serie di capolavori italiani che hanno composto la mostra Les Borgia, rimangono prigionieri a Parigi. A meno che ciascun museo non se le vada a riprendere a proprie spese. E anche a caro prezzo, visto il valore dei “pezzi” che sono partiti dall’Italia.
A rivelare il pasticcio parigino è la rivista Artemagazine che ricostruisce i fatti grazie alla testimonianza di Claudio Strinati, ex sovrintendente al Polo Museale di Roma dal 1991 al 2009 e curatore della mostra. Racconta Strinati: “Non mi ero mai trovato in una situazione del genere, abbiamo lavorato benissimo: uno staff efficientissimo e un’ottima organizzazione. Senza parlare dell’eccellente presentazione della mostra che ha avuto un ottimo riscontro di pubblico e di critica”.
Tra i capolavori “prigionieri” a Parigi l’eccelso Ritratto de Cardinal Farnese di Raffaello, in prestito dalla Galleria di Capodimonte a Napoli, la Trasfigurazione del Cristo di Giovanni Bellini arrivato dal Museo Correr di Venezia. C’è il Bambin Gesù delle mani del Pinturicchio, frammento proveniente dagli affreschi che decoravano gli Appartamenti Borgia in Vaticano, prestato dalla Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia. All’incirca si tratta di 70 opere definite dallo stesso Strinati, “tasselli imprescindibili di un unico patrimonio”.
Ma cosa è accaduto? La Tecniarte, società incaricata dell’organizzazione delle mostre temporanee del Museo Maillol è fallita. E Denis Gasnier, incaricato dal Tribunale di Parigi, di liquidare la società stessa, ha annullato i contratti precedentemente stipulati tra il Museo e i prestatori delle opere. Al momento quindi, visto che la Tecniarte non è più in grado di far fronte agli obblighi precedentemente presi con gli enti prestatori tra cui quello del trasporto delle opere alle loro sedi d’origine, le stesse potranno tornare in Italia soltanto se i proprietari se le andranno a riprendere. Ovviamente a spese loro.
Spiega Artemagazine: “Non era però un mistero che il Musée Maillol versasse in pessime acque. Ora, come preannunciato anche da “Le Figaro”, arriva la conferma dal sito ufficiale del museo che, dopo la chiusura della mostra dedicata ai Borgia, il famoso palazzo in rue de Grenelle, a pochi passi dall’ambasciata italiana a Parigi, non riaprirà per affrontare un lungo periodo di ristrutturazione. « Non c’è nessun legame tra il fallimento della mia società, dovuto al calo della frequentazione del museo, e la chiusura del museo. Il museo non è responsabile del fallimento di Tecniarte”, aveva spiegato al quotidiano francese la direttrice della Sarl Tecniarte Patrizia Nitti. Ma i giornali avevano parlato di una situazione economica e finanziaria disastrosa: un buco di 1,3 milioni di euro era la cifra a cui aveva fatto riferimento il “Journal des Artes”.
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IL CASO. I capolavori italiani prestati per la mostra Les Borgia al polo del Maillol possono tornare in Italia solo a condizione che le istituzioni proprietarie paghino il trasporto. Il quotidiano Le Figaro conferma la chiusura dello spazio parigino ufficialmente per ristrutturazione” ma ha un buco da 1.3 milioni di euro e “i lavori” rimangono nei depositi. L’allarme di Claudio Strinati e l’elenco delle opere
