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Pizza alla romana, l’oro dei camorristi. Si suicida per sfuggire alla retata

Pizza alla romana, l’oro dei camorristi. Si suicida per sfuggire alla retata
carabinieri pizza ciro 4
Blitz antimafia con un’operazione scattata all’alba che ha portato alla chiusura della catena di ristorazione “Pizza Ciro” riconducibile alla famiglia Righi, ritenuta affiliata al clan Contini. Venticinque i locali chiusi tra ristoranti, bar e gelaterie. Suicida uno degli indiziati di associazione mafiosa, volato dalla finestra della sua abitazione durante l’esecuzione del mandato di arresto. Sequestrati beni per oltre 250 milioni di euro tra Campania, Lazio e Toscana, novanta le persone finite in manette. LA GALLERY
Pizza alla romana, l’oro dei camorristi. Si suicida per sfuggire alla retata
Pizza alla romana, l’oro dei camorristi. Si suicida per sfuggire alla retata
Pizza alla romana, l’oro dei camorristi. Si suicida per sfuggire alla retata
Pizza alla romana, l’oro dei camorristi. Si suicida per sfuggire alla retata

Erano arrivati da Napoli negli anni ’90, i tre fratelli Righi, con l’idea di prendersi Roma con l’arte della pizza napoletana e in poco meno di vent’anni avevano messo in piedi una vera e propria catena che conta in città venticinque ristobar con l’emblema di “Pizza Ciro”. In realtà l’attività di ristorazione era una copertura per riciclare il denaro della camorra. Ora i venticinque locali sono sotto sequestro.
Sigilli anche a bar, ristoranti e gelaterie, tutte riconducibili alla famiglia Righi. Il blitz, coordinato dalla Direzione nazionale antimafia, è scattato all’alba un’operazione anticamorra e ha portato all’arresto di 90 persone e al sequestro di beni per 250 milioni di euro. Proprio per sfuggire alle manette uno degli indiziati di associazione mafiosa si sarebbe suicidato gettatandosi dalla finestra della propria abitazione. Gli agenti della Polizia si erano infatti presentati a casa sua, in zona Ponte Milvio, per notificargli un’ordinanza di custodia cautelare, ma l’uomo, Giuseppe Cristarelli classe ’71, ha finto un malore e dopo aver aperto una finestra, si è gettato dal quarto piano della sua abitazione di via Guido Banti ed è deceduto sul colpo. L’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima.
L’inchiesta ruota intorno le figure di Eduardo Contini e Patrizio Bosti, i due boss in grado di riciclare in una fitta trama di società milioni di euro accumulati negli anni con i traffici di sostanze stupefacenti e soprattutto del falso. Un’operazione che ha avuto luogo contemporaneamente anche in Campania e in Toscana e indirizzata a disarticolare gli interessi del clan ‘Contini’, ritenuto dagli investigatori fra quelli egemoni a Napoli.