Anno 2010. Attorno ad un tavolo ci sono Salvatore Buzzi, l’allora sindaco Gianni Alemanno, l’ex capo dell’Ama Franco Panzironi (arrestato con Buzzi), un esponente del clan dei Casamonica in semilibertà, il dimissionario assessore alla Casa Daniele Ozzimo, al tempo consigliere Pd, il potente parlamentare del Pd Umberto Marroni al tempo capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale, accompagnato dal padre Angiolo, al tempo garante dei detenuti della Regione Lazio. Cosa si festeggiava nella cena in cui erano presente anche il ministro Poletti all’epoca presidente della Lega coop.
Una risposta la prova a dare ai microfoni di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio2, è stato Umberto Croppi, ex assessore della giunta di Gianni Alemanno. “Vi dico io cosa si festeggiava in quell’occasione Gianni Alemmano”, ha esordito Croppi. “In quel momento, nel bilancio di Roma non c’erano i soldi per le cooperative sociali. Insieme, Umberto Marroni e Alemanno si inventarono un trucco contabile”
Quale? “Hanno fatto sì che i trenta milioni circa di finanziamento alle cooperative fossero anticipati dalle banche con la formula del pro soluto, con cui il Comune si fa garante e poi rifonde il debito”.
E che tipo di formula è? “E’ una pratica che per quanto mi risulta non è consentita dalla contabilità pubblica, perché non appare in bilancio e crea un debito nascosto e a rischio. E sicuramente crea un debito fuori bilancio nel caso degli interessi, che sono di quattro punti percentuali”
Quindi quella sera veniva festeggiato questo escamotage? “Si”.
Lei conosceva Carminati? “No, lui non si è mai affacciato in Campidoglio, mentre Buzzi è una faccia che avevo visto, solo che non sapevo chi fosse”.
E cosa c’entravano i Casamonica? “Quella era una cooperativa di recupero di ex carcerati, e il Casamonica aveva una funzione ben precisa in quella cooperativa, un ruolo preciso, quello di mediatore sociale”, ha concluso Umberto Croppi a Un Giorno da Pecora.
Ospite della trasmissione di Radio2 anche Daniel Zagghay, responsabile del centro policulturale Baobab, nel quale si svolse la ormai celebre cena, che come conferma lo stezzo Zagghay era stata organizzata dallo stesso Bruzzi. “La cena era nella nostra mensa, noi abbiamo uno spazio nella nostra associazione che usiamo anche per occasioni di questo tipo”.
Cos’è Baobab? “E’ un centro d’accoglienza gestito da immigrati. Si tratta di un centro unico nel suo genere, perché è l’unico gestito da immigrati in tutta Italia”.
Come mai quattro anni fa ci fu questa cena con tutti quelle persone? “Io conoscevo solo Salvatore Buzzi, che ha fatto quella cena”.
Perché fu fatta quella cena? “Era una cena per le cooperative sociali”,
