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Rifiuti in strada: Ama si arrende. “Sistema fragile”, è emergenza

CAPORETTO MONNEZZARA. L’azienda giustifica il ritardo nella raccolta con la necessità di manutenzione degli impianti, “che limita le capacità ricettive dell’intero sistema”. Ai romani piace la differenziata

di Fabio Carosi

Mentre il sindaco impazza in radio e sui giornali, spiegano che il modello di gestione dei rifiuti romani è un’eredità trentennale che pesa come un macigno e si autoincensa per la chiusura di Malagrotta, l’Ama alza bandiera bianca.
E’ una resa all’ultimo cassonetto, una Caporetto monnezzara che arriva ufficialmente dal settore comunicazione dell’azienda di via Calderon della Barca. Ed è la terza volta in appena due mesi che il sistema del duo Marino (Ignazio ed Estella), manda Roma in emergenza. La sintesi del comunicato Ama è presto fatta: l’attuale sistema di raccolta, trattamento e spedizione al termovalorizzatore e alla discariche fuori Regione è fragilissimo. Scrive Ama: “Le temporanee difficoltà nella raccolta dei rifiuti nelle ultime settimane, sono dovute ai rallentamenti momentanei e alle manutenzioni periodiche che gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), il tritovagliatore di Rocca Cencia, gli impianti di ricezione dei rifiuti nel nord Italia e i termovalorizzatori presenti nel Lazio sono obbligati ad affrontare. Tali difficoltà limitano le capacità ricettive dell’intero sistema”.
E approfitta anche per dare una mezza buona notizia: “La capacità di trattamento di queste strutture (circa 3.300 tonnellate al giorno), infatti, coincide con la produzione quotidiana di rifiuti indifferenziati a Roma che si sta riscontrando essere in sensibile crescita in questo periodo, e questo rende il sistema rigido e fragile. In un simile contesto, può essere sufficiente un fermo o un guasto a una linea di trattamento per generare dei ritardi che, inevitabilmente, possono avere delle ripercussioni anche sulla raccolta dei rifiuti. Ad esempio la scorsa settimana si è interrotta, rispettivamente, per una giornata e per due giornate, l’attività del TMB di via Salaria e quella del tritovagliatore di Rocca Cencia”.
Infine, ecco che fine fanno i rifiuti che si ammucchiano in prossimità dei cassonetti, dando la certezza di una città sporca e sciatta: “Ama ricorda che gli impianti dei quali si avvale per il trattamento dei rifiuti indifferenziati sono: Rocca Cencia, Salaria (di proprietà Ama), Malagrotta 1 e 2 e il tritovagliatore di Rocca Cencia (di proprietà Co.La.Ri.). Scarti e FOS (frazione organica stabilizzata) prodotti da questi impianti, vengono poi inviati (per la quota parte AMA a seguito di gare pubbliche) a strutture di Emilia Romagna e Piemonte. Il CDR (combustile da rifiuti) viene smaltito, invece, nelle tre linee di termovalorizzazione del Lazio (RM e FR) e negli impianti nelle province di Ravenna e Pavia, Mantova e Ferrara”.