Da Roma Capitale a Roma e Roma and you. Con un tratto di penna e un po’ di software Ignazio Marino cancella dalla grafica della città l’aggettivo Capitale voluto da Gianni Alemanno e che tante critiche aveva generato, dall’ilarità alla rabbia politica”. L’aggettivo che qualifica la città rimarrà solo negli atti ufficiali e questo perché il Campidoglio ha deciso di non ri-cambiare tutto: dalla carta intestata agli adesivi sulle auto dei vigili urbani, che il suo predecessore aveva invece modificato.
Si torna al passato ma con uno sguardo al presente e un sogno per il futuro. E tanto per prendere le distanze dalla precedente gestione, Marino ha spiegato: “Non è un’operazione ideologica né vuole creare un dibattito amministrativo, ma è il riconoscimento di quel nome che per 3.000 anni ha reso nota e ha evocato in tutto il pianeta un’attitudine positiva verso una città ritenuta Caput mundi e Città Eterna, e che non ha bisogno di altri attributi, aggettivi o sostantivi, perché Roma è Roma”. E ha precisato, in merito all’eliminazione della dicitura “Capitale”: “Roma è la Capitale della nostra Repubblica e nei documenti ufficiali rimane, com’è giusto che sia, in quanto previsto dalla legge, la dicitura ‘Capitale’. Ma nessuno nel mondo chiama Londra o Washington con l’aggettivo capitale. Credo che questo sia ancora più forte per una città come Roma, il cui nome è evocativo di storie personali, sogni, vicende, desideri, in ogni parte del pianeta”. Poi la Giunta alza il velo sul sogno: battere il logo I love Ny. Come obiettivo non c’è male
Ma da più parti si alzano le critiche sulla scelta creativa e sulla qualità grafica, in particolare del video. Eccolo.
