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Roma omofoba, l’Eldorado gay non è qui. Luxuria: “Ecco la terza età arcobaleno”

La vita di un anziano omosessuale in una città che lo tratta come un diverso. Vladimir Luxuria, direttrice artistica per anni delle folli serate romane di Muccassasina, grazie alla lettura delle pagine del suo libro attraversarà i luoghi dell’omofobia di ieri e di oggi. Appuntamento venerdì alle 21 al Circolo Mario Mieli in occasione del Festival delle Memorie Dimenticate. LA GALLERY

Mentre tutti si interrogano se gay si nasca o ci si diventa, in pochi indagano come può essere vivere la terza età quando sei considerato un “diverso”: differente da chi ormai nei soliti locali ti vede come un’attempato, e ostracizzato da una città che nel 2014 è ancora il palcoscenico quotidiano di atti di omofobia. Questo sarà lo spaccato di vita che Vladimir Luxuria proporrà venerdì sera durante la reading del suo libro “Eldorado” presso il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.
Direttrice artistica per anni delle folli serate romane di Muccassasina, attrice di cinema e teatro, prima parlamentare gay con Rifondazione Comunista, e organizzatrice del Gay Pride mondiale svoltosi a Roma nel Giubileo del 2000, Valdimir nel suo libro attraversa i luoghi dell’omofobia di ieri e di oggi, in particolare quelli vissuti da un vecchio gay. Il titolo del romanzo, Eldorado, rimanda al nome dello storico locale omosessuale berlinese, chiuso dai nazisti nel 1933, preludio allo sterminio dei gay in carceri, ospedali e campi di concentramento.
Proprio da questo spaccato parte il viaggio nella memoria che riconduce la reading nell’ambito del Festival delle Memorie Dimenticate, una collaborazione tra il Circolo Mario Mieli, Gaiaitalia.com, Gaycs e Gaynet che hanno voluto in questo modo ricordare le vittime degli stermini dimenticati di gay, lesbiche, trans, diversamente abili, Rom, Sinti e Testimoni di Geova.
Perché Raffaele, il protagonista, è un anziano omosessuale originario di Foggia, la stessa città d’origine di Luxuria, da anni andato a vivere a Milano. Uscire e frequentare un locale gay lo espone alla derisione e al disprezzo  dei giovani che lo frequentano. Quando una sera Raffaele dà un passaggio in auto ad un ragazzino, in una strada di periferia viene derubato dei soldi e dell’auto, dopo essere stato picchiato e minacciato  con un coltello. E qui comincia il viaggio nella memoria, al suo rapporto con Michele, un ragazzo pugliese, agli anni precedenti la secondo guerra mondiale, quando si esibiva come ballerino travestito in un locale di Berlino, insieme ad altri due gay, Franz e Karl. Poi l’arresto da parte delle SS, il rimpatrio in Italia per lui, la tortura e la deportazione verso la morte in un campo di sterminio di Franz e Karl. Quello di Raffaele è così un viaggio nella memoria e nell’attualità delle umiliazioni subite dagli omosessuali ma anche che la vita può riservare sempre grandi soprese anche per chi ha sofferto pagando la voglia di libertà e amore.