Un semplice studio sui debiti della Sanità elaborato a Mestre a Roma si trasforma in un uragano. Complice l’iniziativa del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha deciso di inviare negli asili nido di Roma gli ispettori del ministero per verificare le gravi carenze igieniche, la sanità del Lazio è travolta da una bufera.
I dati dello studio della Cgia di Mestre parlano chiaro: “Il Lazio è la regione più indebitata con il record di 5,9 miliardi di euro. E sempre il Lazio, anzi la Regione Lazio, è ben messa nella classifica dei pessimi pagatori: i fornitori privati devono attendere 223 giorni prima di veder saldate le loro fatture, anche se rispetto al 2011 i tempi sono stati abbattuti del 42%. La legge in questo caso parla chiaro: entro 60 giorni dall’emissione della fattura, i fornitori devono essere pagati. Così la prima tromba d’aria colpisce il governatore Zingaretti anche nel suo doppio ruolo di commissario per la Sanità.
La seconda perturbazione arriva dal ministro Lorenzin e si schianta sul Campidoglio. Dopo le denunce sulle carenze strutturali e igienico sanitarie degli asili nido, già lunedì mattina un gruppo di ispettori ministeriali dovrebbe passare al setaccio le strutture. Il resto lo diranno i verbali. E qui entra in gioco il sindaco di Roma, Ignazio Marino che replica al ministro: “Penso che come responsabile della salute, il ministro Lorenzin debba svolgere tutte le azioni necessarie per garantire la salute di tutti nella città. Quindi il ministro fa bene a preoccuparsene e mi auguro che lo faccia non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di cura del nostro Paese e questo e’ importante soprattutto nel centro sud che spesso appare agli osservatori internazionali, con cui ho la possibilità di confrontarmi, una sanità pubblica drammaticamente abbandonata”.
E se non fosse chiara l’idea che il sindaco-chirurgo ha degli ospedali romani, la seconda dichiarazione dà il via alla bufera finale: “Sono particolarmente preoccupato della gestione dei nostri grandi ospedali, dei nostri pronto soccorso – ha aggiunto il primo cittadino – e anch’io vorrei che un’azione di indagine venisse condotta perché purtroppo, a causa di una gestione poco attenta del ministero della Salute nei confronti del servizio sanitario nazionale, ci sono tempi di attesa e sofferenze davvero inumane”.
La “gaffe politica del sindaco” non sfugge all’opposizione . Cos’ il capogruppo Ncd in Campidoglio, Roberto Cantiani, spara a zero: “Marino, trascinato dalla sua permalosità nota a tutti, inciampa su una brutta gaffe quando dice di essere preoccupato per come il Ministero della Salute gestisce i Pronto soccorso. Se non come amministratore, almeno come medico dovrebbe infatti sapere che queste strutture dipendono dalla Regione Lazio, nella fattispecie dal suo collega di partito di Nicola Zingaretti, che si era per giunta vantato recentemente di come la situazione fosse in netto miglioramento. Sono sicuro che il primo cittadino conoscerà il luogo dove indirizzare tutte le sue preoccupazioni che è via Cristoforo Colombo, glielo ribadisco”.
E Alfio Marchini, ancora scocciato per la vicenda del registro delle Unioni Civili rincara la dose affidandosoi a facebook: “Marino ricorda quell’antico adagio: ‘Non c’ero, se c’ero dormivo e se dormivo sognavo di non esserci!’. Si parli di mafia o di corruzione, di topi nelle scuole che cadono a pezzi, di bancarelle abusive oppure di campi rom sempre più terra di nessuno, dove l’illegalità regna sovrana, ebbene il nostro eroe, inconsapevolmente sindaco da due anni, non c’entra mai. Oggi il copione si ripete e, davanti alla legittima preoccupazione del Ministro Lorenzin per lo stato drammatico in cui versano le scuole di Roma non trova di meglio che attaccare ministro e Regione, rei di non occuparsi della sanità come dovrebbero. Ma che c’entra? Piuttosto risponda nel merito e chieda scusa alle famiglie che hanno i figli in quelle scuole. Quando una sana autocritica? Quando inizierà a non vendere fumo e a risolvere i veri problemi quotidiani dei Romani?”.

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IL PASTICCIO. Il ministro Lorenzin invia gli ispettori nelle scuole e il sindaco replica accusando il Servizio Sanitario nazionale di tempi biblici per i Pronto Soccorso. Così l’opposizione ha gioco facile e ricorda al primo cittadino che la sanità a Roma dipende dalla Regione e non dal Governo. Il primato del Lazio per i tempi lumaca di pagamento dei fornitori
