Tabacci replica a Onorato sul simbolo: “Non siamo al mercato, nessuno mi ha chiesto nulla”. Il caso
“Non siamo al mercato, nessuno mi ha mai chiesto simboli. Sono in Parlamento da anni, sono stato eletto in tutti i modi. Mi sfilo dai chiacchiericci”. Così Bruno Tabacci – rispondendo a una domanda di Affaritaliani che lo vede coinvolto nella polemica, esplosa nelle ultime ore, con Alessandro Onorato – prova a spegnere il fuoco prima che si accenda. Ma per capire l’origine del “chiacchiericcio” bisogna tornare a questa mattina e, soprattutto, alle righe de “Il Foglio”, secondo cui Tabacci avrebbe detto no alla richiesta avanzata proprio da Onorato. Il leader di Progetto Civico – questa la ricostruzione – avrebbe chiesto al campo largo di “prestargli” tre parlamentari per poter costituire una componente nel Gruppo Misto e aggirare così l’ostacolo della raccolta firme. Ma i tre deputati, da soli, non sarebbero sufficienti: per evitare la tagliola della nuova norma “anti-cespugli” servirebbe infatti anche un simbolo riconducibile a una forza politica già presente alle ultime elezioni.
Ed è qui che, secondo Il Foglio, sarebbe entrato in gioco Tabacci. Il suo Centro Democratico ha infatti già prestato il proprio simbolo a operazioni analoghe: nel 2018 a +Europa di Emma Bonino e nel 2022 a Luigi Di Maio, con la nascita di Impegno Civico. Il nome di Tabacci, dunque, sarebbe circolato proprio per questo motivo. Il Foglio riporta anche la risposta dello stesso Tabacci sull’ipotesi: “Cedere il simbolo? Cedere cosa? Cosa vogliono fare? Vogliono andare con Conte?”. Poi, chiede di conoscere “programmi” e “progetti” e conclude: “Comunque ognuno raccoglierà poi le firme che deve raccogliere”.
Nel frattempo, però, è arrivata la replica di Onorato, che con un video sui social ha definito la ricostruzione una “fake news”, negando di aver mai chiesto il simbolo a Tabacci. “Caro Bruno, sono più di 30 anni che sei in Parlamento e a 80 anni rappresenti al meglio il nostro Paese. Persone che hanno avuto tutto, forse troppo, e non vogliono lasciare il campo al vero cambiamento. In politica siete stati abituati ad andare in Parlamento senza voti perché siete dei geni”, ha detto Onorato.
Un attacco che, almeno a sentire Tabacci, non sembra averlo scalfito più di tanto. Forte di una lunga esperienza tra i banchi del Parlamento, il leader di Centro Democratico ribadisce: “Sono stato eletto in ogni modo, con le preferenze e senza. Ma no, nessuno mi ha chiesto simboli”. E l’articolo del Foglio, allora? “Resto fuori dai chiacchiericci”, taglia corto Tabacci.
I due, dunque, sulla questione sembrano parlare la stessa lingua: Onorato nega di aver chiesto qualcosa a Tabacci, lui dice di non aver avuto richieste. Ma se nessuno ha chiesto il simbolo a Tabacci, perché il suo nome è finito dentro questa partita? E perchè era stato proprio Tabacci a rispondere nel merito dell’ipotesi? Da Onorato intanto, interpellato sulla replica fatta ad Affari dal leader di Centro Democatico, arriva un “no comment”. La questione, insomma, resta affidata alle versioni dei protagonisti.


