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“Scendiamo in politica in nome del Papa”. Si riaffaccia la Dc, in versione “storica”

“Scendiamo in politica in nome del Papa”. Si riaffaccia la Dc, in versione “storica”
papa francesco ape (1)
“Il centrodestra non c’è più e la riforma liberale ha fallito”. Torna il Centro….”Con la disoccupazione al 43% è come se fossimo di nuovo in un periodo post-bellico, quindi come allora c’e’ di nuovo bisogno della Democrazia cristiana”. E’ il claim del nuovo movimento di ispirazione cattolica che debutta giovedì 16. Spiega Francesco Crocensi, uno degli animatori: “Siamo un insieme di associazioni, imprenditori, amministratori locali che hanno deciso di metterci la faccia”. Forza Italia? “Sta implodendo”. Salvini? “Un lepenista Xenofobo”. E alle prossime amministrative… LA GALLERY
“Scendiamo in politica in nome del Papa”. Si riaffaccia la Dc, in versione “storica”

“Siamo un insieme di associazioni nazionali, imprenditori, amministratori locali, politici di centrodestra e centrosinistra che dopo una serie di riflessioni che andavano dal campo politico al sociale hanno deciso di scendere in campo e metterci la faccia, con richiami storici alla politica e anche nel tipo di contenitori”.
Arriva in scena la Democrazia cristiana storica, nuova “forza di centro” che promette un dialogo a 360 gradi: centrodestra o centrosinistra non fa differenza, purchè “ci sia una condivisione dei valori di papa Francesco”.
Alla vigilia dell’incontro con la stampa di martedì(in programma alle 11 nella sala della Piccola protomoteca in Campidoglio), Francesco Crocensi (“Non sono il leader, ma un organizzatore”) spiega il perche’ dell’ennesimo richiamo allo scudo crociato: “Dopo vent’anni di partiti leaderistici c’è molto da ricostruire: i partiti rispetto a prima non sono più luoghi di dibattito. La rivoluzione liberale ha fallito, bisogna tornare a un discorso interrotto nel 1994. In questi vent’anni in molti hanno cercato di occupare il vuoto che c’è al centro ma senza rappresentarne i valori: oggi c’è questa grossa novità mondiale che è l’avvento di papa Francesco. Lui dice che questo tipo di economia uccide, è la realtà. Oggi è un discorso che cade nel vuoto, non c’è un’offerta politica a riprenderlo”.
L’appeal del progetto, non ha dubbi, c’è tutto: “Ci hanno contattato molti parlamentari, per lo più di area centrista, per cavalcare questa situazione. Sono curiosi, interessati, ma li abbiamo rifiutati”. La Democrazia cristiana storica, simbolo giallo e celeste con un uomo stilizzato a braccia spalancate, “non e’ un amarcord”, assicura Crocensi. “Con la disoccupazione al 43% – sottolinea – è come se fossimo di nuovo in un periodo post-bellico, quindi come allora c’è di nuovo bisogno della Democrazia cristiana”.
Crocensi, 38enne romano con un passato in Forza Italia e in Ncd, ora vuol mettersi in proprio: “Oggi il centrodestra non esiste piu’- osserva- dilaniato da lotte interne tragicomiche, tutto a discapito dei territori. Serve una seria riflessione, un bagno di umilta’”. Il discorso, assicura, vale per Berlusconi come per Alfano, leader di un partito “che sta implodendo” a causa del “poltronismo esasperato”. E Salvini? “Un lepenista e xenofobo, noi siamo contro le sue posizioni”. Crocensi si dice europeista, ma critico: “Noi siamo per l’Europa, ma non questa Europa a cui siamo stati letteralmente svenduti: vanno rifatti i trattati economici europei. Prodi e Berlusconi ci hanno svenduto all’Europa. Se domani dovessi andare a governare, fallirei pure io se prima non si risolve la gabbia europea in cui siamo imprigionati”. Da domani si volta pagina: “Non abbiamo un leader unico ma un consiglio collegiale, una decina di persone che saranno come una stessa persona, non come i grillini che hanno due leader. Dal 17 aprile apriremo le sezioni nei comuni che hanno già aderito. Saremo in 15 regioni, con 37 mila unita’ come gruppo promotore. Porteremo avanti classe dirigente di giovani e meno giovani”.
Sarete gia’ presenti alle regionali? “Lo decideremo presto”. Berlusconi si e’ sempre proclamato moderato, mentre a Renzi viene dato del democristiano per criticarlo. “A me fa piacere che Renzi abbia rispostato l’asse della politica al centro- osserva Crocensi- ma dopo un buon inizio con politiche di centrodestra oggi e’ troppo sotto i ricatti della sinistra. Se il Partito della nazionale avrà valori moderati e cattolici allora ben venga. Renzi nei suoi primi 6 mesi di governo e’ stato un vero democristiano, la sua e’ stata l’azione di un cattolico popolare. Berlusconi? Il momento migliore e’ stato quando, da buon democristiano, è stato d’accordo col patto del Nazareno”.