Il dossier resta nelle mani delle autorità Usa mentre Poste rafforza il controllo su Tim
L’atteso via libera per la cessione di Sparkle, la società dei cavi sottomarini che fa parte del gruppo Telecom Italia, non è ancora arrivata. La vendita della controllata alla cordata formata dal Mef, ossia dal governo, al 70% e da Retelit al 30%, controllata dal fondo spagnolo Asterion, è in corso da più di un anno e mezzo, ossia da quando, nel dicembre 2024, l’offerta da 700 milioni dei due compratori è stata accettata. Purtroppo, le cose si sono arenate a causa della mancanza del via libera degli Stati Uniti perché la società gestisce cavi sottomarini e traffico dati internazionali che toccano il territorio e la sicurezza degli Usa. Le autorità coinvolte sono la FCC (Federal Communications Commission) e il Team Telecom (l’organismo di controllo Usa sulla sicurezza nazionale per le telecomunicazioni).
Il risultato è evidente, con Sparkle che si trova ancora nel perimetro di Telecom nonostante l’Opas di Poste si sia conclusa l’11 settembre scorso. E dunque la cessione avverrà quando Poste, che ora ha il 66,6% ed è in attesa di salire al 90% con la riapertura dei termini dell’operazione prevista dal 21 al 25 settembre prossimi, è ormai comunque già sul ponte di comando del gruppo telefonico. Da considerare, però, che Tim e gli acquirenti (Mef e Retelit) hanno firmato una proroga che fissa la scadenza definitiva il 14 ottobre prossimo. L’obiettivo del Governo resta quello di rilevare il controllo di Sparkle e dunque, dato che Poste è controllata dallo Stato, problemi per la cessione, anche se con tempi ormai lunghissimi, non dovrebbero sussistere.
Intanto, Sparkle, primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i primi nel mondo, celebra il 30° anniversario di Seabone, la dorsale globale di transito Ip che fornisce accessi ad alta velocità a provider in tutto il mondo. Realizzata nel settembre 1996, quando i modem analogici iniziavano a portare Internet nelle case, Seabone ha avviato i primi collegamenti a 45 Mb tra Milano, Palermo, Miami e Montreal. Da allora, è cresciuta in termini di copertura, capacità e prestazioni, diventando la settima rete Internet Tier-1 a livello globale e la principale dorsale IP nel Mediterraneo, Africa, Medio Oriente e America Latina.


