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Primarie, il riconteggio smaschera il bluff. Al voto in 44mila. Il Pd: solo un errore

IL CASO. Una fonte interna del Partito Democratico denuncia come dopo la chiusura dei seggi domenica 6 marzo furono ritoccati i dati dei votanti alle primarie. Dati che arrivarono a rilento e differivano di migliaia di voti dalle stime dei candidati

Il totale delle schede bianche alle primarie di Roma è stato di 567, i votanti complessivi, stando alle stesse verifiche, sono stato 44.501. Il comitato organizzativo delle primarie Pd ha rifatto i calcoli dopo le denunce di numeri gonfiati a tavolino, e la toppa rischia di essere peggio del buco. I 44mila votanti lievitati fino a diventare 47mila dopo la chiusura dei seggi: alcune migliaia di schede bianche aggiunte per salvare la faccia di una giornata caratterizzata da un vero e proprio “flop” di affluenza ai seggi, ora la marcia indietro con la scusa di un errore di calcolo e proporzioni.
“50mila votanti era la soglia minima perchè le primarie fossero considerate almeno dignitose”. Arriva da una fonte interna del Partito Democratico il sasso che rischia di creare un vero e proprio tsunami: “I seggi delle primarie a Roma non sono tanti, solo 195, e a chiusura dello spoglio, domenica sera, era chiaro chi aveva vinto, così come era chiaro che a votare erano state solo 43mila e non 47mila persone”. A parlare è un dirigente romano del Pd, contattato dall’AGI. “Nei giorni precedenti – ricorda la stessa fonte – si era parlato di 50mila votanti come soglia minima perchè le primarie fossero considerate almeno dignitose. Qualche genio deve avere pensato di farsi male da solo aggiungendo schede bianche”.

Fortissima la presa di posizione di Roberto Morassut, candidato arrivato secondo dopo Roberto Giachetti alla consultazione popolare, e che ha fatto presente come al suo comitato elettorale risultavano in 43 mila votanti reali. Fermo il dubbio di come siano lievitati a 47mila nel corso di quel blackout informativo che seguì la chiusura dei seggi. Il segretario del Pd Lazio si presentò solo dopo un’ora dalla chiusura dei seggi a comunicare i primi risultati dello spoglio, senza comunicare, contrariamente a quanto annunciato, i dati dell’affluenza che invece erano diffusi solo dai comitati dei candidati.

“Non voglio credere che il numero delle schede bianche e nulle espresse alle primarie sia stato artificiosamente aumentato per rendere il dato del l’affluenza al voto più “dignitoso” di quello reale – commenta Roberto Marassut –  Se questo fosse stato fatto sarebbe puerile e non cambierebbe la fisionomia di un dato dell’affluenza che testimonia una sofferenza ed un distacco serio del nostro rapporto con la città. Vedo invece che in queste ore si discute poco di contenuti – come del resto se ne è discusso poco durante le primarie nonostante il mio sforzo – e molto di queste meschine cose.

Il Partito Democratico ora sta ricontando le schede per fugare ogni dubbio e nel giorno in cui scoppia il caso schede bianche il Comitato organizzativo delle primarie del centrosinistra comunica come la giornata di consultazione abbia portato nelle casse del partito un bottino da oltre centomila euro: 104.837 € e 50 centesimi per la precisione.