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Germania, si vota in Sassonia-Anhalt: l’estrema destra dell’AfD punta al trionfo storico. Chi sono i candidati alle urne

Tra i candidati per l’AfD c’è Ulrich Siegmund, scelto nel maggio 2025 con oltre il 98% dei consensi interni al partito

Germania, si vota in Sassonia-Anhalt: l’estrema destra dell’AfD punta al trionfo storico. Chi sono i candidati alle urne

Elezioni in Sassonia-Anhalt: 1,7 milioni al voto, l’AfD sogna il trionfo

Circa 1,7 milioni di elettori sono chiamati oggi, domenica 6 settembre, a rinnovare il Landtag della Sassonia-Anhalt, uno dei sedici Land tedeschi, situato nella parte orientale del Paese e un tempo parte della Rdt. In palio non c’è solo la guida di uno stato regionale: per la prima volta nella Germania del dopoguerra, un partito di comprovata affiliazione all’estrema destra – l’AfD, sorvegliata dal 2023 dall’Ufficio per la tutela della Costituzione proprio in Sassonia-Anhalt – potrebbe conquistare la guida di un governo. I seggi sono aperti dalle 8 alle 18; i risultati definitivi provvisori sono attesi nella notte tra domenica e lunedì.

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Chi sono i candidati

Tra i candidati per l’AfD c’è Ulrich Siegmund, scelto nel maggio 2025 con oltre il 98% dei consensi interni al partito. Il suo percorso non è quello tipico di un politico di professione: da ragazzo ha lavorato come cameriere e operaio edile, poi come apprendista commerciante per l’esportazione, prima di laurearsi in psicologia e amministrazione aziendale in un ateneo a distanza di Amburgo e avviare un’attività di vendita di profumatori per ambienti. Entrato in gioventù nella CDU, è passato all’AfD ed è arrivato in parlamento regionale nel 2016; la sua popolarità è esplosa durante la pandemia, grazie a video social contro le misure di lockdown, e nel 2022 è diventato co-leader del gruppo parlamentare AfD a Magdeburgo. Se dovesse vincere, diventerebbe il più giovane capo di governo regionale della storia tedesca, oltre che il primo esponente di estrema destra a guidare un Land nel dopoguerra.

Per la CDU, partito politico tedesco di orientamento democratico-cristiano e liberal-conservatore, c’è Sven Schulze (CDU), ingegnere ambientale di formazione, nato nel 1979 a Quedlinburg ed entrato nel partito da studente, nel 1997. Dopo anni come ministro regionale per l’Economia, il turismo, l’agricoltura e le foreste, a fine gennaio 2026 ha assunto anticipatamente la carica di presidente del Land (Ministerpräsident), succedendo a Reiner Haseloff, che aveva annunciato di non volersi ricandidare. Si presenta ora per la prima volta come capolista del suo partito, provando a difendere una carica che i sondaggi danno tutt’altro che scontata: alle elezioni del 2021 la CDU era stata di gran lunga il primo partito, oggi i sondaggi la collocano dietro l’AfD.

Il partito social democratico tedesco (SPD) punta invece su Katja Pähle, sociologa e psicologa di formazione, con un dottorato conseguito all’università Martin Luther di Halle-Wittenberg, che guida dal 2016 il gruppo SPD nel Landtag ed è vicepresidente del partito a livello regionale. Era già stata capolista socialdemocratica nel 2021. La sua è la quarta forza nei sondaggi, data tra il 6 e l’8%: un risultato che, pur sopra la soglia di sbarramento, segnerebbe un ulteriore ridimensionamento per un partito che fa parte anche dell’attuale coalizione di governo federale.

Die Linke, tradizionalmente forte nell’ex Germania Est, punta sul suo radicamento storico nella regione – dove per decenni, come erede della SED-PDS, è stata seconda o terza forza politica – per confermarsi terzo partito, con i sondaggi che la collocano intorno all’11-13%. A rappresentarla in parlamento è da tempo Eva von Angern, presidente del gruppo dal 2019, mentre il co-leader nazionale Luigi Pantisano ha ribadito la disponibilità del partito a sostenere un secondo mandato di Schulze pur di sbarrare la strada all’AfD.

Sahra Wagenknecht rappresenta invece l’Alleanza Wagenknecht – Bsw. L’ex co-leader della Linke, uscita dal partito per fondare nel 2024 un proprio movimento di sinistra economica ma conservatore sul piano sociale e vicino per toni al populismo di destra, si presenta per la prima volta alle regionali in Sassonia-Anhalt. Dopo un anno d’esordio in cui aveva sfiorato il 16% in altri Land dell’Est, il partito non si è più ripreso dal mancato ingresso al Bundestag nel 2025 e da tre sconfitte regionali consecutive; anche qui i sondaggi lo danno sotto la soglia del 5%. Wagenknecht ha comunque già annunciato che, in caso di ingresso in parlamento, i suoi eletti non voterebbero per la nomina di un premier AfD, ma si asterrebbero: un gesto che aprirebbe comunque la strada alla maggioranza per il candidato di destra.

Completano il quadro i liberali della Fdp di Lydia Hüskens, dati intorno al 3% dopo la sconfitta alle politiche del 2025, e i Verdi di Cornelia Lüddemann, che si fermerebbero secondo i sondaggi intorno al 6%, penalizzati nelle zone rurali dalle proprie politiche ambientali.

I numeri e gli scenari

Le ultime rilevazioni alla vigilia del voto assegnano all’AfD circa il 40-41% dei consensi, seguita dalla CDU al 23% e da Die Linke all’11,5%. Sotto la soglia di sbarramento del 5%, secondo i sondaggi, rischiano di restare sia l’Fdp che, di misura, l’Alleanza Wagenknecht. Il numero di partiti che riesce a entrare in parlamento è decisivo: più partiti restano fuori, più cresce, per effetto del sistema proporzionale, la probabilità che l’AfD ottenga da sola la maggioranza dei seggi. Se invece CDU, Linke e SPD dovessero insieme raccogliere più seggi dell’AfD, si aprirebbe uno scenario diverso ma comunque complicato: dal 2018 la CDU ha infatti adottato una “risoluzione di incompatibilità” che esclude la cooperazione sia con l’AfD sia con Die Linke, rendendo difficile persino un governo di minoranza.

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