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“Sì alle unioni civili”. Scoppia la festa: #MarinoalQuirinale

“Ora candidiamo Marino al Quirinale”. Irrefrenabile la gioia rainbow dopo l’approvazione della delibera che istituisce il registro delle Unioni Civili. In Campidoglio la sfilata dei promotori: Vendola e Luxuria. Lo striscione arcobaleno in aula Giulio Cesare, seduta sospesa tra i canti: “Bella ciao”

“Roma delibera l’amore”. Questa la scritta sullo striscione arcobaleno apparso in aula Giulio Cesare, dove alcuni attivisti lgbt hanno fatto irruzione dopo l’approvazione della delibera sull’istituzione del registro delle unioni civili, costringendo la presidente dell’Assemblea capitolina Valeria Baglio a sospendere la seduta. Il pubblico presente ha accolto il voto esultando rumorosamente e intonando “Bella ciao”, mentre alcuni ragazzi esponevano cartelli con un cuore e il segno dell’uguale al centro.

Roma Capitale avrà il suo registro delle unioni civili. Con 32 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto, l’Assemblea capitolina ha infatti approvato la proposta di delibera 96/2013 che prevede il “riconoscimento delle Unioni civili, l’istituzione di un Registro delle Unioni civili e l’approvazione del Regolamento”. Il canto di “Bella ciao” degli attivisti pro-delibera hanno accolto l’ok dell’Aula.


Le immagini di RomaUno Tv

La delibera istituisce dunque il registro unico per tutti i Municipi di Roma Capitale, omogeneizzando quindi quelli già esistenti in alcuni di loro. Potranno iscriversi “le coppie formate da persone maggiorenni e conviventi di qualsiasi sesso, italiane o straniere, e che non siano legate tra loro da vincoli giuridici, che non facciano parte di un’altra unione civile e che non siano sposate, vincolo quest’ultimo che cade al momento dell’annotazione della separazione, senza quindi dover aspettare il divorzio”. Inoltre l’atto dell’iscrizione potrà essere accompagnato da una cerimonia – nei locali comunali solitamente adibiti alla celebrazione dei matrimoni civili – che celebrerà il rilascio dell’attestato di unione civile. Tra gli altri emendamenti inseriti, spicca quello che prevede che “gli attestati delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero sono inseriti nel registro delle unioni civili”. A firmarlo, inserendo nel provvedimento l’articolo 6 “Trascrizione matrimoni”, i consiglieri Francesco D’Ausilio (Pd), Giulia Tempesta (Pd), Fabrizio Panecaldo (Pd), Imma Battaglia (Sel) e Gianluca Peciola (Sel). In tema di sanità, invece, un altro emendamento, presentato da uno dei firmatari, Riccardo Magi, consigliere radicale eletto nella Lista Civica Marino, “equipara al parente prossimo le due persone che fanno parte dell’unione civile, ai fini dell’assistenza sanitaria”.

“Ora candidiamo Marino al Quirinale”. Così il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo: “L’approvazione del registro delle unioni civili che prevede anche l’iscrizione dei matrimoni contratti all’estero, è un fatto storico per Roma. Marino ha mantenuto l’impegno preso in campagna elettorale quando aveva firmato la nostra piattaforma che prevedeva anche l’istituzione del registro delle unioni civili, così come aveva aderito anche il Movimento Cinque Stelle. Impegni rispettati. Ma il registro a Roma è un fatto che va oltre il valore simbolico. Ha un grande valore politico. Ora il Parlamento e il Governo Renzi sono chiamati più di prima a fare una legge. Visto che siamo nelle ore decisive per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica come segnale di adesione i parlamentari favorevoli alle unioni gay nelle prime votazioni invece di votare scheda bianca potrebbero scrivere Ignazio Marino sulla scheda per il Quirinale. L’Italia ha bisogno di diritti. #MarinoForPresident, #GayForPresident”.

Con l’istituzione del registro delle unioni civili e del relativo regolamento, il Comune di Roma riconosce alle coppie di fatto una serie di diritti e servizi equiparabili a quelli concessi ai cittadini sposati, a partire dalla reciproca assistenza sanitaria. E consente, a chi ne faccia richiesta, di ‘celebrare’ l’unione negli spazi dove tradizionalmente si tengono i riti civili di matrimonio.
“Per unione civile si intende il rapporto di reciproca assistenza morale e materiale tra due persone maggiorenni, dello stesso sesso o di diverso sesso”, chiarisce la delibera, in cui si prevede che i soggetti iscritti nel registro, conviventi da almeno un anno, “potranno beneficiare delle agevolazioni, dei benefici e in generale saranno soggetti alle medesime disposizioni previste dagli atti e dalle disposizioni di Roma Capitale, degli assessorati e degli uffici competenti per i soggetti coniugati”.
Un emendamento ha inoltre introdotto la norma secondo cui “gli iscritti al registro sono equiparati al parente prossimo ai fini dell’assistenza sanitaria”: questo significa che potranno assistersi reciprocamente in caso di malattia o di ricovero in ospedale. Un altro emendamento prevede l’annotazione automatica nel registro della trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero.
Quanto alla ‘celebrazione’, il Comune “mette a disposizione di chiunque ne faccia richiesta i locali di propria pertinenza generalmente adibiti alla celebrazione dei matrimoni civili, per lo svolgimento di una cerimonia di iscrizione al registro medesimo alla presenza di un ufficiale di stato civile o delegato del Sindaco, il quale dovra’ rilasciare l’atto di iscrizione al registro”.

Il registro delle unioni civili viene istituito all’interno dell’anagrafe comunale e sara’ unico per tutti i municipi di Roma Capitale. La cancellazione puo’ essere disposta su semplice richiesta di uno o di entrambi i soggetti dell’unione e qualora vengano meno uno o piu’ requisiti per l’iscrizione nel registro, su iniziativa delle parti o d’ufficio.