Se fossero arrivati sul mercato avrebbero messo a serio rischio la salute dei consumatori. Oltre quattro milioni fra cosmetici, prodotti per la cura della persona, materiale scolastico e articoli per la casa, non conformi alla normativa vigente in tema di sicurezza, sono stati trovati dagli uomini della Guardia di Finanza in alcuni magazzini in zona Prenestina.
I prodotti sequestrati, in gran parte destinati ai bambini, erano tutti privi delle prescritte etichettature di sicurezza, delle istruzioni d’uso e della composizione chimica. Numerose sono le confezioni di prodotti decorativi per la pelle e le unghie composti da colle di origine sospetta e, addirittura, in uno dei magazzini, erano conservati cosmetici contenenti ioni metallici (nichel piombo e cromo-esavalente), riconosciuti pericolosi per la salute umana alla stregua delle migliaia di prodotti farmaceutici recentemente sequestrati a Fiumicino.
Ma non è stato il solo sequestro messo in atto dalle Fiamme Gialle. Un altro capannone, sempre sito nella zona di via Prenestina, era finito sotto osservazione per il continuo andirivieni di stranieri e di autoveicoli, ed era apparso in tutto e per tutto un centro di smercio di abbigliamento. Approfittando dell’arrivo di un grosso articolato, con targa lituana, i Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria sono intervenuti per controllare il contenuto sia del mezzo che del magazzino, rinvenendo circa 1.500 “scatoloni” contenenti oltre 2 milioni e mezzo di paia di calze recanti i loghi contraffatti della “POMPEA”. I successivi accertamenti hanno consentito di verificare non solo l’illecita riproduzione del marchio ma anche dei più importanti brevetti industriali dell’azienda, tra cui quello denominato “NO STRESS”, riportato sulle calze.
La merce, proveniente dalla Cina e giunta in Italia dopo essere stata sdoganata in Gran Bretagna ed aver attraversato alcuni Paesi comunitari, era destinata all’intero mercato nazionale, dove sarebbe stata collocata ad un prezzo inferiore rispetto a quello dei prodotti originali, ledendo così anche i più basilari principi di leale concorrenza fra gli operatori economici.
Si stima, a livello prudenziale, che il valore delle calze sequestrate ammonti a non meno di 4 milioni di euro. Il responsabile, Y.B. di anni 49, un imprenditore cinese attivo nel settore della commercializzazione di accessori di abbigliamento, è stato denunciato a piede libero per detenzione e commercializzazione di oggetti con marchio contraffatto.


