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Soffocati dal Ponentino al catrame. Polveri killer, aumentano i tumori

Ammalarsi e morire a causa dello smog, a Roma si rischia più che nel resto d’Europa. Lo dice uno studio comunitario presentato da Legambiente. Esiste una maggiore tossicità delle polveri sottili, e anche un piccolo incremento della loro presenza nell’aria fa aumentare in maniera esponenziale il pericolo di ammalarsi. La causa è individuata nel traffico: mentre i passeggeri dei mezzi pubblici sono in calo, in strada circolano molte più auto che a Parigi, Londra e Berlino

A Roma ogni 10 microgrammi di polveri sottili Pm10 in più per metro cubo d’aria fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 35%. È un dato decisamente peggiore rispetto a quello medio europeo dove l’incremento del rischio di cancro al polmone legato alla concentrazione di polveri sottili è del 22% nel caso dei valori di Pm10. L’allarme emerge dallo studio MEDparticles pubblicato da Lancet Oncology e parte del progetto europeo Escape (European study of cohortes for air pollution effects), che studia gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini, seguito nella nostra regione dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale”.

Lo studio ha riguardato un totale di 9.105 fra uomini e donne, di età media 44 anni, seguite dai medici per un periodo di circa 6 anni, tra il 2003 e il 2010. Hanno sviluppato un cancro al polmone in 53. A Roma, nel periodo di studio, sono stati rilevati in media 36,5 microgrammi al metro cubo di polveri sottili PM10 e 19,4 microgrammi al metro cubo di PM2,5, più del doppio rispetto ad altre città europee dove i valori sono decisamente come a Copenhagen e Stoccolma. L’inquinamento è dovuto in gran parte, alle emissioni di motori a scoppio e agli impianti di riscaldamento. L’attività di ricerca fa parte di uno studio europeo condotto per 13 anni su oltre 300 mila persone residenti in 9 Paesi.  L’analisi finale dei risultati ottenuti mediamente è molto allarmante: ogni 10 microgrammi di PM10 in più per metro cubo d’aria fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. Percentuale che sale al 51% per un particolare tipo di cancro, l’adenocarcinoma, che colpisce i polmoni anche in un significativo numero di non fumatori.
Tra il 2003 e il 2011 le polveri sottili (PM10) sono diminuite, passando da una media di  47 microgrammi al metro cubo a 36,5, ma la situazione resta difficile. Il trasporto pubblico è poi uno dei talloni d’Achille: negli ultimi anni sono calati i passeggeri trasportati dal sistema, dai 541 viaggi per abitante all’anno del 2009 nel 2011 sono a passati a 519. Negativi anche i dati sui metri quadrati di suolo destinati ai pedoni romani, fermo dal 2003 ad un misero 0,14 mq per abitante. Cresce invece il numero di immatricolazioni delle auto, segno evidente che sono il mezzo più usato dai romani per spostarsi in città. A Roma le auto circolanti sono molte di più che a Parigi, Londra o Berlino: 71 auto ogni 100 abitanti nel 2006.
“A Roma si rischia più che nel resto d’Europa di ammalarsi e morire di tumore al polmone a causa dello smog – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – I dati di questo ultimo studio raccontano una strage silenziosa. La situazione in questi ultimi anni è peggiorata proprio sul fronte della vivibilità. Le ricette ci sono: nuove Ztl e pedonalizzazioni in tutta la città, a partire dai Fori Imperiali estendendo il provvedimento a tutta la strada, nuova sosta tariffata progressiva e parcheggi di scambio, piano del trasporto pubblico e nuova rete tranviaria, spazi ciclabili e per bike sharing, car pooling e car sharing”.