“Fino al nostro arrivo il municipio era un porto di mare, chiunque entrava negli uffici a prendere un caffè e poi, magari, si portava anche via una pratica, con evidenti conseguenze, infatti non si ritrovano fascicoli. Per questo stiamo lavorando anche alla riorganizzazione degli uffici”. Lo ha detto Domenico Vulpiani, commissario straordinario del municipio X di Ostia, nel corso dell’audizione in commissione Antimafia.
“Da quest’anno tutti i canoni devono essere raddoppiati con conseguenti introiti maggiori per lo Stato. Stiamo procedendo anche con un’attività di verifica dei canoni che gli stabilimenti dovevano versare. Non è semplice ricostruire 60 anni di malaffare – continua Vulpiani – Le planimetrie che vengono fornite dai titolari degli stabilimenti – ha spiegato – non corrispondono alle originali, le hanno modificate nel tempo e per noi e’ difficile ricostruire la storia. Lo stiamo facendo anche in silenzio perche’ piu’ si parla e’ piu’ si mettono gli altri in condizione di difendersi, non in modo corretto, facendo sparire le cose, come e’ successo in questi anni. La gran parte paga i canoni, alcuni in misura ridotta. Fatto sta che per la prima volta abbiamo fatto un’operazione pubblicando una tabella relativa a quello che avrebbero dovuto versare: chi paga, non paga e ancora, chi paga di meno e questo per poter iniziare subito con chi non è in regola, con l’invio del primo avviso per la decadenza, poi si va con il secondo, fino ad arrivare alla decadenza”.
“Abbiamo fatto 42 controlli negli stabilimenti demaniali. Siamo a metà, otto di questi – ha continuato Vulpiani – sono stati sequestrati e altri 4 sono oggetto di iniziativa di reato. In alcuni casi le cabine erano diventate vere e proprie residenze, addirittura abbiamo trovato una palestra ma si sono verificati abusi non solo edilizi – ha detto Vulpiani – ma anche di mala gestione, frutto di 60 anni di una sovrapposizione di atti della pubblica amministrazione non sempre presi con particolare attenzione, in altri casi veri e propri atti anche oggetto di inchieste giudiziarie.”
“Quanto ai chioschi, 3 sono stati ‘autodemoliti’, uno è stato demolito con la forza ed il quinto ha fatto resistenza con atti giudiziari. 10 giorni fa è arrivata la sentenza di demolizione, che si farà, siamo pronti. Abbiamo chiesto a Tronca, che pochi giorni fa ha messo a disposizione sia i fondi, che l’Esercito per farlo. L’ultimo passaggio tecnico che manca – ha spiegato – è il proggettino di demolizione per salvaguardare le strutture che rimangono, per farle riutilizzare agli utenti”.
