di Alberto Berlini
Doveva essere pronta nel 2009 per i Mondiali di nuoto: un progetto faraonico con due piscine scoperte, due coperte, una per i tuffi e una per la pallanuoto, una pista di atletica, un palazzo per basket e pallavolo e impianti all’aperto per calcio, calcetto e tennis. Era il 2005 e a distanza di nove anni quel progetto originale si è tramutato in una ferita nel terreno che ha ingoiato 256 milioni di euro sormontata da una Vela bianca che come una lapide segnala il sepolcro di un sogno infranto. La chiamano la città dello Sport di Tor Vergata
Ora su quel cantiere infinito le posizioni dell’Università e del Campidoglio non potrebbero essere più distanti. La delegata del rettore, Antonella Canini ha scelto Affaritaliani.it per illustrare un progetto avveniristico, a cui lo stesso archistar Calatrava avrebbe dato l’assenso: “Attualmente è stato completato solo lo scheletro della prima delle due Vele previste dal progetto iniziale, e le strutture di base in cemento. Partendo da quello che c’è proporremo all’assessore la realizzazione di un giardino botanico sul modello di quello esistente a Singapore. Lo scheletro della Vela sarà rivestito di un materiale trasparente e diventerà la serra più grande del mondo”.

Quindi, nessuna città dello Sport?
“Il progetto iniziale ormai ha perso la sua ragion d’essere, vogliamo invece proporre un percorso didattico-scientifico legato alla natura e all’energia sostenibile, fruibile per i nostri studenti ma anche per i visitatori, cosa che renderebbe il progetto sostenibile anche per i costi”.
Ecco appunto, già sono stati spesi milioni di euro…
“La riconversione del progetto con il completamento della Vela esistente e la creazione del giardino botanico comporterebbe un esborso di 200 milioni di euro, la metà del budget previsto inizialmente, e tutto sarebbe realizzabile in 3-5 anni”.
Il progetto iniziale comprendeva una sorta di conchiglia con una seconda vela. Progetto abbandonato?
“No tutt’altro, la seconda Vela, quando sarà realizzata, manterrà la sua vocazione sportiva”.
Esiste già una bozza?
“Ne abbiamo parlato con Calatrava, serve la sua firma, e il feedback è stato positivo. Lo stesso sindaco Marino è stato informato”.
E anche lui approva?
“Assolutamente sì”.
Però, interpellato il Campidoglio le risposte sono state di tutt’altro tenore. Il rumors che vengono dagli uffici del palazzo senatorio lasciano ben poche speranze a progetti tanto avveniristici. Il problema principale sono i soldi. Servono finanziamenti, e se il ministero delle Infrastrutture non aprirà i rubinetti i progetti rimarranno sulla carta. Perché in effetti sul tavolo dell’assessore Caudo di progetti ce ne sono più di uno.

Rispedite al mittente le proposte arrivate da privati che volevano realizzare nell’area un nuovo centro commerciale, pare che anche il giardino dei sogni rimarrà, appunto solo un sogno. Compito dell’Università di Tor Vergata di trovare dalle sovvenzioni europee parte di quei cinquanta milioni che serviranno per chiudere la questione il più in fretta possibile, contando anche sull’aiuto del Governo. Accantonata almeno per ora l’edificazione della seconda Vela, lo scheletro d’acciaio già esistente dovrà essere chiuso con dei pannelli per consentire la realizzazione di un campo da basket attorniato da numerose aree polifunzionali ad uso dell’Università e dei cittadini. Per i sogni di gloria non ci sono soldi.
