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Strage via D’Amelio, tre poliziotti depistarono le indagini sull’omicidio di Borsellino. Ma è tutto prescritto

La sentenza della Cassazione conferma i reati, ma è troppo tardi

Strage via D’Amelio, tre poliziotti depistarono le indagini sull’omicidio di Borsellino. Ma è tutto prescritto
Paolo Borsellino

La Cassazione ha confermato la sentenza già pronunciata dalla Corte d’Appello di Caltanissetta nei confronti di tre poliziotti accusati di aver depistato le indagini sulla strage di via d’Amelio. I giudici della Suprema Corte hanno respinto i ricorsi della Procura generale nissena e delle difese. Diventa definitiva la sentenza emessa nei confronti dei tre poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, ex componenti del gruppo investigativo Falcone Borsellino, guidato all’epoca da Arnaldo La Barbera. Erano accusati di calunnia in concorso. Il reato per i tre agenti era stato dichiarato prescritto.

I giudici della Corte d’Appello di Caltanissetta nel giugno di due anni fa avevano confermato la sentenza di primo grado per Bo e Mattei dichiarando prescritto il reato anche per Ribaudo, che in primo grado era stato assolto. Erano accusati di aver di aver costruito “a tavolino” falsi pentiti, inducendoli a mentire, per depistare le indagini sulla strage di via D’Amelio. Anche in appello, i giudici non avevano ritenuto per gli imputati, l’aggravante di aver commesso il reato per favorire Cosa nostra, per questo è scattata la prescrizione.