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“Zingaretti se ne vada o lo sfiduciamo”. I 5 Stelle “vedono” il bluff di Storace

“Zingaretti se ne vada o lo sfiduciamo”. I 5 Stelle “vedono” il bluff di Storace
Dopo l’azzardo del leader della Destra che aveva vaticinato nell’8 aprile come il d-day della Giunta regionale, come giocatori di poker provetti i consiglieri pentastellati rilanciano con una mozione di sfiducia che mira a raccogliere le firme delle opposizioni. IL DOCUMENTO
“Zingaretti se ne vada o lo sfiduciamo”. I 5 Stelle “vedono” il bluff di Storace
“Zingaretti se ne vada o lo sfiduciamo”. I 5 Stelle “vedono” il bluff di Storace

Ad una settimana dall’ultima bufera che ha travolto la giunta regionale laziale, con il capo gabinetto di Zingaretti, Maurizio Venafro, costretto alle dimissioni perché coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale era stato Il vice presidente del Consiglio regionale del Lazio Francesco Storace, a diffondere i rumors su possibili dimissioni anticipate della Giunta: “C’è nervosismo e il timore di uno scioglimento subito dopo Pasqua“. E il pronostico del leader della Destra puntava alla data dell’8 aprile quando i bombardamenti giudiziari su Mafia Capitale dovrebbero puntare su un’équipe non distante al Governatore del Lazio.
Ora come giocatori di poker provetti i 5 Stelle “vedono” l’azzardo di Storace e rilanciano con una mozione di sfiducia presentata dal consigliere pentastellato Perilli e che mira a raccogliere le firme delle opposizioni:

“Negli ultimi giorni si è parlato molto, sulla base di indiscrezioni, sul quel che farà e non farà Zingaretti – accusa il capogruppo del Movimento 5 Stelle Lazio – un modo per distogliere l’attenzione della pubblica opinione dal punto politico fondamentale: noi siamo stati i primi a chiedere le dimissioni di Zingaretti e continuiamo ad essere gli unici. Per ribadire la nostra concreta volontà di tornare alle urne abbiamo preparato una mozione di sfiducia come previsto dal nostro statuto. La mozione è depositata nei nostri uffici e in attesa delle firme necessarie per essere discussa e votata in aula alla presenza di Zingaretti. L’opposizione si trova a un bivio: continuare con uno sterile chiacchiericcio alimentato da voci o prendere una posizione netta contro questa amministrazione, non solo per quello che succederà ma per quello che è già accaduto.”

Nel documento i pentastellati ripercorrono i “guai” giudiziari della Ginta guidata da Zingaretti e gli incarichi giudicati “inopportuni”. Inadempienze che secondo i 5 Stelle non garantirebbero la governabilità della Regione Lazio “nel rispetto del principio costituzionale di buon andamento dell’azione amministrativa e pertanto la detta esperienza di governo deve terminare”. Nell’attesa che si verifichi il vaticinio da più parti auspicato per l’8 aprile.

IL DOCUMENTO