La delibera approvata dal Campidoglio sull’interesse pubblico nella costruzione del nuovo stadio della Roma è basato su un progetto preliminare. Tutt’altro serve per il via libera regionale. A chiarirlo in una nota lapidaria è la stessa Regione Lazio che butta secchi d’acqua sul fuoco che aveva animato il sindaco Marino, capace di gioire per il via libera del Campidoglio tanto da auspicare la posa della prima pietra nella primavera del 2015. Un entusiasmo ingiustificato. “Ci sono norme da rispettare” tuona la Regione a cui ora devono giungere tutte le carte del mega impianto di Tor Di Valle.
La procedura di valutazione ambientale è già in discussion presso la Regione Lazio ma il parere non verrà emesso prima del mese di febbraio 2015. “Ai sensi della legge 147/2013 – fa notare la Regione – il procedimento si svolgerà in sede regionale in quanto comporta atti di nostra competenza (Variante urbanistica). Per evitare di suscitare aspettative non corrispondenti alle previsioni normative è opportuno indicare quali saranno i prossimi passaggi procedurali previsti dalla legge di stabilità 2014”.
L’ITER. La delibera capitolina ha riguardato uno studio di fattibilità con valenza di progetto preliminare. La legge prevede che, dopo la dichiarazione dell’interesse pubblico dell’assemblea capitolina, il soggetto proponente presenti al Comune di Roma Capitale un progetto definitivo aggiornato con le eventuali osservazioni richieste dal Consiglio Comunale. Pertanto è bene sottolineare che nessun procedimento amministrativo può avere inizio in sede regionale fino al momento della trasmissione da parte del Comune del progetto definitivo come aggiornato dal proponente.
Presentato il progetto definitivo, la Regione provvederà a convocare la conferenza di servizi per acquisire i pareri delle autorità competenti.
La legge prevede che la procedura si debba concludere con deliberazione della Regione Lazio entro 180 giorni dalla presentazione del progetto.
Va in proposito precisato che la scansione dei tempi procedurali delle conferenze di servizi è disciplinata dalla legge 241/1990, che prevede tra l’altro la possibilità di sospenderne i termini per l’acquisizione dei necessari nulla osta come ad esempio la Valutazione d’Impatto Ambientale”.
Se non si tratta di uno stop poco ci manca. Spegnendo i facili entusiasmi di un sindaco che per un attimo ha dismesso la giacca d’ordinanza per indossare la felpa del tifoso. Con buona pace delle norme, e del buon senso.

