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Sanremo 2026, Can Yaman: “Mi fido di Carlo, spero di non combinare pasticci. E sul fermo in Turchia non è mai esistito un caso”

L’attore chiarisce anche le voci sul fermo in Turchia: «Non è mai esistito un caso»

Sanremo 2026, Can Yaman: “Mi fido di Carlo, spero di non combinare pasticci. E sul fermo in Turchia non è mai esistito un caso”
Carlo Conti e Can Yaman

Alla vigilia della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026, Can Yaman abbassa i toni e si affida alla guida di Carlo Conti.

«È un’esperienza molto nuova per me, non so bene cosa farò. Mi fido di Carlo e spero di non combinare pasticci», dice sorridendo. Parole che restituiscono l’immagine di un debutto vissuto più con cautela che con sicurezza.

Poi arriva il chiarimento su una vicenda che nei giorni scorsi aveva alimentato voci e sospetti: il presunto fermo in Turchia. Yaman è netto:
«Non c’è mai stato un caso. Solo controlli di routine che stanno facendo a tutti. In meno di 24 ore mi hanno liberato. Risultato negativo, fine».

Una spiegazione asciutta, ripetuta più volte, quasi a voler chiudere definitivamente ogni lettura complottista. «Non c’è un caso da chiudere perché un caso non è mai esistito», ribadisce.

Sanremo, dunque, per Can Yaman è un terreno nuovo, delicato, osservato.
Tra aspettative, riflettori e voci da spegnere, l’attore sembra voler partire da una sola certezza: non strafare.

E a Sanremo, spesso, è già una scelta.