(Agenzia Vista) Roma, 30 settembre 2026
L’intercettazione tra un indagato e il suo difensore “riveste un carattere sacrale, come quella del confessore e del penitente. E una sua captazione colposa sarebbe, dal punto di vista religioso, quantomeno un peccato mortale. Se fosse dolosa, cioè fatta volontariamente, sarebbe un sacrilegio”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo alla Camera a una interrogazione sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale “Capanne” di Perugia.
Camera
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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