“Mi sono sempre battuto per questo posto. Conosco gente che sbandiera le raccolte di firme, ma che a Cinecittà non c’è mai stata, o magari una volta sola in 30 anni di lavoro. Ma qui ci sono lavoratori straordinari che tutto il mondo ci invidia. Sono molto più grato io a loro che loro a me”. Carlo Verdone si butta in prima linea per salvare i mitici studios romani dalla decadenza: “Io donna” è andata a trovarlo proprio a Cinecittà, dove sta girando “Sotto una buona stella”, il film che manderà in sala per San Valentino.
Oltre a Verdone, soltanto Alessandro Genovese ha preferito in questi giorni gli studios che furono di Fellini, di “Ben Hur” o anche il più recente “Gangs of New York”. Eppure, più di recente aveva dichiarato di avere l’intenzione di andare a girare altrove, di non poterne più di Roma. “Confermo tutto. La tentazione è stata fortissima. Roma è una città unica, bellissima, ma stuprata dalla maleducazione di chi la abita, dall’assenza di regole, dal caos. È ancora una gabbia di matti. La chiusura dei Fori è stata un disastro. Dopo questa bella trovata, voglio vedere dove la nuova amministrazione andrà a parar”». L’attore/regista dice però di non avere più neanche la forza di indignarsi: “Non ho più nemmeno voglia di parlare di politica, a che serve? Eravamo un grande Paese e ora stiamo assieme alla Grecia. Un cittadino intelligente dovrebbe insorgere. Un governo come questo, che pensa solo a salvarsi, non può fare le cose giuste”. Non intende, comunque, scendere in campo in politica. “Mi sento più imprenditore: so come far marciare quella micro-economia che dipende da me”.
