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Arriva “Miracolo alla Scala”, il film interpretato dai rom di Milano

Otto anni di lavorazione, finanziato con le collette sotto il metrò da parte di un gruppo di musicisti rom che hanno voluto documentare con un film la loro vita nel campo di via Triboniano, ecco finalmente Miracolo alla Scala: un film ignorato totalmente dalla critica e dalla stampa- ma lodato da Ermanno Olmi e dallo scrittore Aldo Nove-che racconta con l’ingenuità degli occhi di una bambina ( la narratrice che vuole diventare un ballerina della Scala) dieci anni di vita nelle baraccopoli intorno a Milano. Girato, scritto e montato dal giornalista Claudio Bernieri usando lo stile dei telegiorali e dei video di cronaca e non della cinematografia”alta” ( con l’impiego di una telecamera digitale Sony 150 ) il film racconta anche dieci anni di underground nella capitale della musica, dove veri e propri complessi rom si esibiscono quotidianamente sotto il metro e sui tram e persino in Galleria, di fronte alla Scala, senza avere la possibilità di trovare un palcoscenico o uno sbocco per vivere e per esprimersi.

Protagonista è la madonnina del Duomo di Milano, vista attraverso il diario di una bambina rom a cui lei affida le sue speranze. O mia bela Madunina è infatti la canzone (laica) di Giovanni d’Anzi, un compositore popolare milanese, ripresa dai musicisti rom che affollano i tram e i metro milanesi, suonandola al violino e chiedendo l’elemosina. E la Madunina è diventata la protagonista invisibile di questo docu film che si ispira alla tradizione neoreliasti. Durate nove anni, le riprese hanno coinvolto trecento attori non professionisti che vivono – o vivevano – nel campo nomadi di via Triboniano : il film , della lunghezza di 60 minuti racconta la strada verso l’ integrazione nella società milanese di una bambina rom che sogna di diventare una ballerina della Scala E, insieme, è la storia della vita dei musicisti rom che suonano abusivamente sui mezzi di trasporto milanesi, ma che sognano un palcoscenico vero. E’ insomma la musica la vera “mediatrice culturale” tra una tradizione e una cultura che appare sempre più come archeologia culturale “pasoliniana”, prima dell’omologazione, e la società moderna, che non sa dialogare con questa cultura “altra”.

E’ , insomma, come se il mondo cinematografico di Accattone apparisse alla periferia delle fiction e degli spot pubblicitari. Il film è interpretato dal musicista rom “Director” Marian Badeanu e dai suoi 2 figli,Loredana e Ciprian, con la partecipazione di decina di suonatori provenienti dal campo nomadi di via Barzaghi-Triboniano, una vera favela: a mezza strada tra il docu film e un remake di “Miracolo a Milano” di De Sica e Zavattini ,è uno spaccato neorealista della dura vita dei rom milanesi, sempre in bilico tra integrazione e marginalità sociale: Tutto incomincia quando il preside della scuola frequentata dai bambini zingari milanesi si accorge che una di loro, Loredana, ha ambizioni artistiche e sogna la Scala: Loredana racconta nel suo diario le vicende del campo.