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Brianzoli contro “Il capitale umano” di Virzì: “Film pieno di stereotipi, non siamo così”

In attesa del debutto nelle sale, “Il capitale umano” ha sollevato abbondanti polemiche. Il film, che critica aspramente la borghesia del nostro Paese, ha acceso gli animi non solo per il tema trattato ma anche per alcune dichiarazioni di Paolo Virzì. Ad accendere la prima scintilla l’intervista rilasciata a Repubblica la scorsa domenica, dove Virzì aveva parlato di “paesaggio gelido, ostile e minaccioso”, di “grumi di villette pretenziose”, di “ville sontuose dai cancelli invalicalibili”. Parole che hanno fatto infuriare l’assessore leghista al Turismo e Sport della Provincia di Monza e Brianza, Andrea Monti, che in un lungo post sul suo blog ha parlato di “uno schiaffo” a tanti piccoli brianzoli. “Il mio ‘ribelliamoci’ – ha spiegato Monti – non è un invito al boicottaggio, sarebbe stupido. E’ piuttosto una protesta contro quella logica che da sempre mostra la Brianza come un modello negativo, un territorio abitato da gente arricchitasi velocemente. Non è così, questa è una mistificazione”.

Dura è anche la reazione di Como. Le parole del regista (“Como esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, il Politeama, chiuso e in rovina”) non sono andate giù all’assessore comunale alla Cultura, Luigi Cavadini. E la precisazione di Virzì non si è fatta attendere. “So che a Como si sono offesi per quello che ho detto a proposito del teatro Politeama abbandonato e del fatto che esprimesse il declino della cultura – ha replicato – ma io nel film ho lavorato a Como come se avessi lavorato nel Connecticut tenendo fede al tema del libro di Amidon”.