“Interpretare un film italiano? Si mi piacerebbe con De Sica e Antonioni, ma non ci sono più. Molti registi di oggi sono misogini. Un piccolo film d’impegno civile, Nomi e cognomi, l’ho girato. Vorrei forse lavorare con Crialese, con Virzì. Cos’altro potrei fare? Tanto più che mi sono imposta dei paletti: niente nudo o scene gratuite che sfruttano l’immagine della donna”. A dichiararlo a Grazia, il settimanale diretto da Silvia Grilli.
L’attrice e produttrice sta per tornare sullo schermo come protagonista del film La moglie del sarto (nelle sale l’8 maggio) diretto da Massimo Scaglione, dove interpreta una sensuale e grintosa matriarca siciliana che sfida i politici corrotti, non rinuncia al sesso e compie, per amore della figlia, un gesto estremo.


