Di Giordano Brega
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– GUARDA I NUOVI SPOT ENI CON ROBERTO BOLLE – Roberto Bolle nuovo volto Eni. E su Expo: “Un errore il Cirque du Soleil…” |
“Bolle? Ha un’energia positiva. Io credo che una delle cose che rende l’energia di Roberto più particolare è l’affetto. Lui è una persona a cui si vuole bene e che ti vuole bene. Il suo pubblico lo ama e lui ama il suo pubblico”. Lo spiega Fabrizio Ferri, ex marito dell’etoile della Scala Alessandra Ferri, ai microfoni di Affari.
Autore degli spot Eni (CLICCA QUI PER VEDERLI) con il ballerino più famoso d’Italia come protagonista: “Al primo movimento che ha fatto Roberto all’interno dello studio, siamo rimasti tutti con il fiato sospeso perché abbiamo capito che avevamo avuto l’intuizione giusta”
Ma Ferri è anche e soprattutto un autore di fama internazionale. Una carriera partita dall’Italia, passando per Londra e ora New York. Fotografo, compositore, scrittore e imprenditore: ha creato Industria Superstudio (a Milano nel 1983 e a NY nel 1991), il primo complesso al mondo di studi fotografici con sale di posa e strutture di servizio digitali e discografiche. Nel 1995 ha pure aperto Monastero, un affascinante resort sull’isola di Pantelleria.
Amato per il suo stile essenziale epppure sofisticato ha ritratto volti icona degli ultimi decenni: da Sophia Loren a Monica Bellucci (“Ti fa ammazzare dal ridere”), passando per Beyoncé (“Rapporto straordinario con sua madre”), Madonna (“Maddona… è Madonna”) e molti altri…
ECCO L’INTERVISTA
Roberto BolleCom’è stato girare con Roberto Bolle? Sensazioni, backstage… quello che le comunicava…
“Da subito abbiamo avuto la percezione di questo vuoto, di questo universo: lo studio preparato tutto nero, con un’unica luce. E al primo movimento che ha fatto Roberto siamo rimasti tutti con il fiato sospeso, perché abbiamo capito che avevamo avuto l’intuizione giusta e dove dovevamo andare a finire. Da quel momento in poi – ed è il motivo per cui le riprese sono durate solo un giorno e mezzo – è stato chiaro il cammino che dovevamo fare. E il lavoro è stato emozionante. Tutto. Dall’inizio alla fine. Non ci sono stati momenti più ‘tecnicì’ o di pausa per risolvere problemi. Nel silenzio assoluto, di un gruppo con oltre cinquanta persone, tutto ha girato e funzionato in armonia. Questa armonia prendeva il via dai movimenti di Roberto e si allargava a tutto il lavoro. Un’esperienza unica”
Che tipo di energia comunica Bolle?
“Ha un’energia positiva. Io credo che una delle cose che rende l’energia di Roberto più particolare è l’affetto. Lui è una persona a cui si vuole bene e che ti vuole bene. Il suo pubblico lo ama e lui ama il suo pubblico. Ma li ama singolarmente. C’è qualche cosa di Roberto di caldo, profondo. Poi è un uomo molto intelligente. Una persona con cui si ha piacere a parlare, condividere le sue esperienze o discutere di lavoro. Tra uomini è bello trovare un interlocutore come lui: forte, sicuro, non ti fa perdere tempo. Se ha un ripensamento su qualche cosa ha sempre ragione. Per cui ci si appoggia a lui”
Lei è nato a Roma, ha lavorato per tanti anni a Milano e ora ha base a New York. Quali sono le differenze a livello artistico, culturale, ma anche economico tra queste tre città? In particolare, quali le differenze con la Grande Mela?
“Roma è la città eterna, la più bella del mondo. Non potrei vivere a New York se non sapessi di tornare a Roma una volta ogni mese e mezzo. Per cui a me non manca – e sarebbe una cosa struggente – perché ci torno spesso. Sono andato via dalla capitale a 19 anni e so poco della dimensione di lavoro. Ci ho lavorato nei primi anni come fotoreporter e venivo pagato 50 lire per uno scatto. Quindi a sono andato prima a Londra e poi a Milano…”
Fabrizio Ferri e Geraldina PolverelliParliamo di Milano…
“E’ una città straordinaria perché il lavoro è lì. Per chi fa una professione come la mia – nella moda, pubblicità – il lavoro è a Milano. E’ centro nevralgico. C’è questo coagulo importante di creatività e di impresa che ha fatto sviluppare un mercato importante anche per la fotografia”
Passiamo a New York…
“Là c’è tutto. Si trova Milano ma anche tutto il resto del mondo. C’è tutto il bene e tutto il male. E’ un condensato del mondo. Dentro New York trovo ancora il romanticismo di Roma, la capacità di fare business di Milano. Quello che a NY non c’è e che – ahimè – esiste molto in Italia è il lamento”
Ossia?
“E’ quasi aggressivo il modo in cui raccolgo il lamento delle persone che incontro in Italia, perché purtroppo siamo abituati al fatto che qualcuno ci deve togliere le castagne dal fuoco e che non ce le possiamo togliere noi stessi. In America non aspetti che arrivi qualcuno, te le levi da solo. C’è da dire che quando inizi a lavorare con un’idea negli States – e in una città come New York – non ti rema contro nulla. Non c’è un problema di burocrazia o cose di questo tipo. E’ tutto facile, è tutto organizzato in modo che se tu hai un’idea, esiste una facilità nel portarla a compimento. Questa è la grande cosa, forse l’unica, che dobbiamo imparare”
Lei ha lavorato con artisti di fama mondiale nella sua carriera. Cosa le hanno comunicato, che interazione ha avuto con loro?
“Quando ti arriva sul set una star di questa portata è tutto facile. Perché se ci fossero problemi, quel talento non sarebbe lì. Loro decidono prima se venire o non venire. Ma se arrivano sul set fanno qualunque cosa gli chiedi. Perché si fidano”
Non fanni i capricci…
“Si fidano. Questa è una cosa molto bella. Se ci sono problemi è perchè hai di fronte qualcuno che non è un vero talento”

Monica Bellucci
Com’è Madonna?
“Madonna è Madonna. Non c’è una seconda Maddona, un qualcosa di diverso da quello che si sa, si vede”
E Beyoncé?
“E’ una ragazza estremamente profonda, seria. Sul talento inutile dire più di quello che si sa. E’ dolce, molto legata a sua madre. Hanno un rapporto straordinario. Ancora oggi se le dici ‘che bel vestito’. Lei ti fa un sorriso e dice ‘me l’ha regalato mia madre’. Sottolineo questo suo rapporto con la famiglia, perché è veramente insolito per l’America. Là, da ragazzo lasci la famiglia e non ci torni più. Per lei la madre, oltre a essere una manager molto in gamba, ha davvero un rapporto affettivo più importante”
Parliamo di Sophia Loren….
“Con lei ho lavorato una volta sola. Mi tocca essere banale, è una persona di una simpatia travolgente”
Che ricordo ha di Monica Bellucci?
“Fra le attrici che conosco è quella più simpatica. Ti fa ammazzare dal ridere. Se tu sei una sera a cena con Monica vedi una persona piena di humour, affetto, calore. E’ una donna tutt’altro che banale e una grande manager di se stessa. Ha un sesto senso su quello che deve o non deve fare, sa amministrarsi con grande oculatezza e intelligenza”

















