di Stefania Pizzi
Mike e Sullivan detto Sulley all’inizio delle loro carriere di mostri tecnici o mostri spaventatori vengono sapientemente ….MOSTRati e raccontati in “Monsters University”, prequel di “Monsters & Co.” del 2001, dal 21 agosto sugli schermi italiani. Dopo averli visti adulti, dipendenti nella fabbrica più importante del paese a produrre energia tramite urla, li seguiamo a ritroso nel percorso formativo universitario, corso di laurea per spaventatori, pieno di insidie, invidie, goliardie e colpi di scena. Lo spettatore affascinato dalla splendida e bizzarra idea del precedente film, qui si imbatte in un film intimista e poetico, privo o quasi di spettacolarità, capace di porre dubbi e riflessioni universali proprio attraverso i percorsi umani e spirituali paralleli di due mostri teneri, alla ricerca di se stessi. Mike, il piccolo mostro verde affatto spaventoso, tutto solo occhio espressivo e commovente nella sua fragilità e insieme caparbietà, è l’indiscusso protagonista, guida del compagno di studi e poi amico Sulley, sagoma al contrario imponente, cosciente delle proprie doti, ma incapace di orientarle al meglio. La caratterizzazione dei personaggi è anche stavolta uno dei punti di forza della Disney-Pixar (vedi la sublime, orrida Rettore Tritamarmo), così come le ingenti risorse investite nel diffuso e invadente battage pubblicitario e nell’uscita nelle sale a giugno del vecchio sequel Monsters & Co., in versione digital 3D. Mike è il cervello, Sulley il braccio: chi riesce nella vita ad arrivare dove vuole? Chi si applica con abnegazione senza possedere alcun talento eccelso o chi invece ne possiede uno e si impegna poco? Il punto della storia è questo. Il capolavoro è apparso sugli schermi nel 2001, forte di novità e originalità. Da domani una storia poetica, con protagonisti già visti, semplicemente non scontata sarà sui nostri schermi. Forse i geni della Disney-Pixar si sono un po’ seduti sul loro talento?

