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The Lunchbox, cibo e amore raccontati da Ritesh Batra

di Stefania Pizzi

Ila è una giovane donna-mamma, indiana, che attraversa un momento molto difficile del suo matrimonio: il marito la ignora pressoché totalmente, la tradisce. L’incontro casuale e virtuale con Saajan, impiegato contabile di mezza età, cambierà le vite di entrambi. Mumbay: confusione, moltitudine umana, biciclette e macchine, colori, odori. Un uomo, Saajan, percorre km in treni affollati per recarsi al lavoro, e sedersi ad una scrivania a sbrogliare una noiosa, quanto indefinita, quantità di reclami. Fra un mese andrà in pensione. Gli affiancano un giovane apprendista al quale insegnare il mestiere, Shaikh, invadente e ficcanaso. Saajan è vedovo, vive in solitudine, in uno stato di involuzione malinconica, lasciando che il tempo scorra. Ila vive in casa, cucina e si occupa delle faccende domestiche, della piccola figlia e di un marito che alla sera a stento le rivolge la parola e non le regala che sguardi distratti. La donna parla attraverso la finestra con la zia, si scambia con essa panieri di ingredienti per creare piatti succulenti, si confessa, si consiglia. Ila prepara il pranzo confezionandolo in scodelle di acciaio impilate, chiuse in un colorato portapranzo, che attraverso un lungo giro di trasporti della efficiente rete dei portatori dei pranzi (carretti, treni, biciclette) giungerà sulla scrivania del marito. Il tortuoso giro sorretto dalla classe operaia dei portapranzo, ineccepibili e precisi, o quasi, nel consegnare il cibo, viene mostrato e raccontato con toccante poesia dall’esordiente Ritesh Batra nelle prime battute del film ospitato all’ultimo Festival di Cannes ne La Semaine de la Critique. Ben presto il marito inizia a mangiare pranzi ordinari da mensa mentre per l’ignaro Saajan la pausa pranzo si trasforma in un momento di goduria per il palato e attesa…..di bigliettini. Il portapranzo per errore recapita l’oggetto colorato e profumato a questultimo e tutto ciò innesca una comunicazione epistolare sempre più fitta e profonda con Ila. Per un momento sia l’uomo che la donna sognano di dare la svolta alle proprie esistenze andando a vivere in un lontano posto tranquillo, pur senza essersi mai visti. Ma una sconvolgente presa di coscienza della differenza di età spinge Saajan a non andare ad incontrare la donna, che resta delusa e torna al suo mondo infelice. Nonostante la fine scontata come scontato è il modo di condurvi lo spettatore, il film scorre con la piacevolezza di immagini, suoni e musiche, contenuti e spunti interessanti. Per essere un esordio alla regia è sufficiente. La delicatezza nel raccontarci che attraverso il cibo e la sua preparazione scorre un modus vivendi e che il caso (se esiste…) spesso unisce anime gemelle è unicamente indiana.

locandina