di Giusy Caraccio
Pubblico eterogeneo; anche un neonato presente in aula, della serie, Salemme piace proprio a tutti.
Vero è che il mattatore napoletano con la sua comicità semplice seppur non semplicistica, di facile lettura coinvolge naturalmente il pubblico senza necessità di artifizi e svolazzi verbali.
E’ un “animale da palcoscenico”, invade il palco con prepotente comicità, non lascia spazio agli altri attori che sono bloccati come in un fermo immagine e forse questo è un grosso limite.
Maggiore spazio alla caratterizzazione dei personaggi comprimari, non avrebbe nociuto.
Salemme accentratore e sornione “Diavolo Custode” di Gustavo Gambardella; uomo schivo, oberato di debiti e vessato da una triturante situazione famigliare.
Gambardella è l’emblema stesso dell’onestà e per questo motivo il nucleo, costituito dalla moglie petulante e traditrice, la figlia arrogante,il cameriere del suo Bar “Bar Vespasiano”, il fratello prete amante della moglie e immischiato in loschi affari, lo spinge in una profonda crisi esistenziale.
Il tutto è architettato come una seduta di psicoanalisi tenuta nell’Ospedale psichiatrico giudiziario dove Gambardella è recluso.
Infatti Il diavolo custode, altro non è, che un’invenzione della psiche deviata di Gustavo che preferisce costruirsi una entità che gli imponga il cambiamento seppur tragico, doloroso e tinto di rosso sangue (annienterà la famiglia a colpi di revolver), anziché assumersi le responsabilità delle proprie azioni.
Una trama imbastita a canovaccio che permette a Salemme di sfoggiare il repertorio dei suoi personaggi e delle battute, scontate a dire il vero, che lo hanno reso famoso al cinema come a teatro.
Il coinvolgimento del pubblico, le gag sulla lingua parlata e non capita, i travestimenti sono tipici del teatro di “carattere” napoletano; De Filippo, Totò, Massimo Trosisi…ci sono tutti, nulla di straordinariamente innovativo.
Il monologo finale del comico, una volta conclusa la vicenda di Gustavo Gambardella, sul tempo che fugge e che inesorabilmente noi umani inseguiamo è un susseguirsi di divagazioni sul tema.
Salemme parla di tutto, spazia su ogni campo, ironico, comico, tagliente…la sala risponde con fragorose risate.
Forse il vero spettacolo comico è proprio in questi ultimi dieci minuti!
