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Coronavirus
Pfizergate, Oms ed Ema smentiscono i dubbi sulla sicurezza del vaccino

Pfizergate, scoppia il caso delle irregolarità in un laboratorio a cui l'azienda americana avrebbe affidato i test sulla sicurezza del vaccino 

Su Twitter tiene ancora banco il cosiddetto scandalo Pfizergate che ha fatto drizzare le orecchie a no vax e tutti gli oppositori di big pharma. Tutto è partito da un articolo pubblicato due giorni fa sul British Medical Journal in cui sono contenute alcune rivelazioni da parte di un ex dipendente di Ventavia, azienda texana specializzata in sperimentazioni clienti a cui Pfizer si è appoggiata in minima parte per testare l'efficacia del suo vaccino. 

La gola profonda, licenziata poi da Ventavia, ha denunciato alla Food & Drug Administration, ovvero l'agenzia americana del farmaco, una serie di irregolarità nella gestione dei test di sicurezza nelle due settimane in cui ha partecipato al progetto. Si parla di errori nelle etichettature, che avrebbero compromesso il sistema di valutazione in "doppio cieco", vaccini non conservati alla giusta temperatura e partecipati al trial non monitorati nonostante la manifestazione di eventi avversi. Non solo, Ventavia avrebbe utilizzato vaccinatori non correttamente formato e il personaleche faceva notare tali errori veniva sottoposto a qualche forma di mobbing.

Le rivelazioni del British Medical Journal lasciano adito alla nascita di dubbi sull'operatore di Pfizer nel certificare correttamente la sicurezza del suo vaccino ma a bloccarli sul nascere di hanno pensato prima l'Organizzazione Mondiale della Sanità e poi l'Ema, agenzia europea del farmaco.

Pfizergate, gli esperti rassicurano: "Niente che possa inficiare l'affidabilità del vaccino"

"Quello che è stato denunciato al Bmj non è lo scandalo del secolo, è la testimonianza di superficialità e poca accortezza in piccole procedure. Non creiamo panico e insicurezza. - afferma Aureliano Stingi, che si occupa di fake news per l'Oms - Chiariamo il contesto: Pfizer si avvale di aziende esterne per seguire la mole di studi che porta avanti, questa specie di 'gola profonda' ha rivelato alcune imprecisioni ed errori fatti durante lo svolgimento di alcuni trial, 3 per l'esattezza, su centinaia (153) realizzati per Pfizer. I dati di Ventavia corrispondono a 1000 partecipanti su 44mila. Se uno legge la notizia al volo rimane colpito ma se analizza anche le dichiarazioni - continua l'esperto - vede che si parla di errori procedurali, ad esempio di siringhe buttate in sacchi di plastica e non nel contenitore idoneo; nomi dei pazienti visibili, ritardo di 2 giorni nella comunicazione effetti indesiderati. Diciamo che sono errori che non inficiano l'affidabilità del vaccino".

 "Se ci sono errori in un trial clinico vanno denunciati e perseguiti - conclude Stingi - ma attenzione anche a non enfatizzare cose che non inficiano la sicurezza del vaccino anti-Covid Pfizer. Sicurezza ed efficacia sono testimoniate dall'Fda, da enormi studi e dalla vita reale, visto anche che il vaccino è stato somministrato a miliardi di persone". 

Sul caso Pfizergate è intervenuta anche l'Ema tramite Fergus Sweeney, responsabile Studi clinici e Produzione: "E' una cosa che prendiamo molto seriamente. Siamo in stretto contatto con la Fda per capire le loro indagini. Una volta che avremo maggiori informazioni a riguardo ce ne occuperemo, ma in questa fase non ci sono ragioni di nutrire sospetti sulla sicurezza e l'efficacia del prodotto". 

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